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Aeroporti italiani a segno più

06/07/2015 - numero Edizione 1482
L’internazionale è tra i segmenti di traffico quello più in salute, e non di rado la presenza delle low cost mette le ali ai risultati 
Un anno chiuso positivamente, un anno iniziato ancora a segno più. In poche parole questa la fotografia degli aeroporti italiani, che vedono crescere i passeggeri, i vettori presenti e le linee operate, e che sono anche oggetto dell’attenzione della politica, essendo proprio in questi giorni al vaglio delle Commissioni di Camera e Senato il piano nazionale approvato a fine settembre scorso.

I dati Enac
Partiamo dai numeri. Secondo quanto riferito dall’Enac, nel 2014 sono transitati nei 45 scali italiani 150 milioni di passeggeri, per un aumento del 4,7%. E il 2015 continua su questa lunghezza d’onda. Nei primi tre mesi, comunica ancora l’ente, i transiti nei nostri aeroporti sono stati quasi 30 milioni, con un incremento del 6,76% rispetto al medesimo periodo del 2014. Numeri che rappresentano “evidenti segnali di ripresa – ha dichiarato il direttore generale, Alessio Quaranta - che lasciano sperare nel superamento della crisi”.
Conferme nella crescita, dunque, e conferme anche per quanto riguarda il ruolo di Fiumicino nell’ambito del panorama aeroportuale italiano. Aeroporto più trafficato del 2014, e primo scalo anche ad inizio 2015. Un dato di fatto che rende ancora più urgente la soluzione della riduzione della sua capacità, seguita all’incendio di inizio maggio: molte le voci preoccupate che si sono levate in merito da parte di vettori e associazioni. Sul podio anche Malpensa e Orio al Serio. “I dati di traffico che vanno da inizio anno a maggio fanno registrare nei due scali di Milano Linate e Milano Malpensa 10 milioni 561mila passeggeri – ci fa sapere la Sea -, un dato pressoché stabile rispetto allo scorso anno”. Di Sea e Sacbo, la società di gestione dell’aeroporto bergamasco, si parla in questi giorni (fine giugno, ndr) per l’intensificarsi dei contatti, a seguito dell’ipotesi tramontata di un’intesa con Montichiari: obiettivo sarebbe creare un polo europeo con tre scali e 45 milioni di passeggeri.

Il peso di charter e lcc
Restiamo al Nord, con l’aeroporto di Verona. Nel fare il quadro dei primi mesi, che hanno visto un decremento nel numero dei passeggeri rispetto al 2014, il presidente della società di gestione, Paola Arena, chiama in causa alcuni fattori che hanno pesato negativamente. “Stiamo soffrendo sul fronte charter per la crisi nordafricana”, elemento non da poco se teniamo conto che “Verona è il secondo aeroporto per questa tipologia di voli a livello nazionale”. “Da non trascurare anche il calo, soprattutto ad inizio anno, dei charter dalla Russia, sia per la crisi ucraina sia per la svalutazione del rublo, con la conseguente cancellazione del’83% dei voli speciali”. Dalla vicina Venezia Camillo Bozzolo, direttore commerciale aviation di Save, ricorda, per il mese di maggio, un incremento di Treviso del 12% e del Marco Polo dell’1,5%: “La presenza di Ryanair è stata fondamentale per la crescita di alcuni aeroporti – ha detto il manager -, del resto il vettore aveva preannunciato che avrebbe favorito il riempimento, a scapito delle tariffe”. Continua la debolezza del traffico domestico, mentre l’internazionale “è quello che garantisce la crescita”.
In positivo segnaliamo Bologna, che nel primo trimestre ha visto un aumento del traffico del 4,5%, sostenuto dall’andamento positivo del low cost, che ha messo a segno nel periodo un +19,7%. La summer è iniziata “sotto i migliori auspici” a Torino, con un aprile a +13,9%, e maggio trainato dalla linea internazionale (+14,6%).
Per i prossimi mesi dell’alta stagione “siamo ottimisti e pensiamo di continuare su un positivo sentiero di crescita - dichiara Sagat -. Giugno sta registrando ottimi numeri, con un picco sulla linea internazionale”.

Altre soddisfazioni
“I primi 5 mesi del 2015 hanno registrato un aumento del 18,03% nel numero di passeggeri rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”, afferma Marco Arato, presidente Aeroporto di Genova Spa. A incidere sulla performance dello scalo sono soprattutto i voli di linea nazionali (+31,31%), mentre sui voli internazionali il numero di passeggeri è cresciuto del 4,69%. “Certamente – prosegue il presidente - ha pesato molto l’introduzione dei voli Vueling per Roma Fiumicino. Sull’internazionale riteniamo si stiano registrando gli effetti positivi di un lavoro di promozione turistica del territorio”.
Soddisfazioni anche per Toscana Aeroporti Spa, la società nata il 1° giugno 2015 dalla fusione delle società di gestione degli scali di Firenze e Pisa: il dato progressivo dei primi cinque mesi dell’anno è in aumento del 9,1% rispetto al 2014, per un totale di 2,6 milioni di passeggeri complessivamente transitati presso i due scali toscani.
Scorrendo la penisola arriviamo a Napoli. Qui l’inizio del 2015 ha portato a risultati superiori alle attese. “Dopo un 2014 chiuso in forte crescita, del 9,5%, registriamo sino ad ora un aumento del 6% - dichiara a Guida Viaggi Margherita Chiaramonte, responsabile business aviation -. Da notare la linea internazionale, che ha visto un aumento del 15%, risposta positiva ai nostri sforzi per far crescere un segmento su cui crediamo vi siano più opportunità”. In Puglia, da gennaio a maggio, Bari e Brindisi hanno visto transitare oltre 2 milioni 289mila passeggeri, l’8,7% in più rispetto allo scorso anno. Nel medesimo periodo, infine, presso l’aeroporto di Cagliari l’aumento dei passeggeri è stato del 3,26%. “Tra arrivi e partenze – afferma la Sogaer -, lo scalo ha registrato 1 milione 180mila 967 passeggeri. Mostrano un segno positivo tanto i collegamenti nazionali, +3,21%, che quelli internazionali, +3,52%”. 

Emanuela Comelli

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