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Api per connettere il mondo

23/11/2015 - numero Edizione 1492
 
I colossi come Microsoft, Google e Facebook le mettono da tempo a disposizione degli sviluppatori per creare applicazioni e dunque integrare i servizi. C’è chi le dà in maniera più spontanea, chi seleziona “all’ingresso” e le rilascia a gruppi ristretti: parliamo di Api (Application programming interface), strumenti di programmazione che aprono le porte tra le funzionalità dei programmi.

Prendiamo le Google Maps, oggi immancabili su un sito internet di turismo, accessibili da Developers.google.com. Anche i Gds oggi hanno aperto i loro forzieri di Api. Ad esempio Travelport ha sviluppato un programma d’incubazione per accelerare la crescita delle startup focalizzate sul travel commerce. Le imprese ammesse hanno accesso al supporto del team della società It, alle Api, ai software development kit (Sdk) e ai data feed.

Il concorrente Sabre ha, invece, creato Red App Centre per offrire innovazione alle agenzie tradizionali, sia online sia offline, e successivamente Dev Studio per rivolgersi alle startup digitali. Si tratta di cambiamenti importanti perché hanno permesso di trasformare una piattaforma chiusa qual è un Gds in un marketplace poliedrico che fa incontrare fornitori e viaggiatori, arricchendo agli uni l’esperienza di viaggio e agli altri l’offerta che a sua volta va a creare fidelizzazione e personalizzazione. Questi ultimi sono i focus principali per le online travel agency, per le compagnie aeree low cost, per le travel management company: puntare sui repeater, sui viaggiatori frequenti, conquistarli dando loro servizi personalizzati e al momento giusto.

Paola Baldacci

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