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Bcd Travel Italia, anno di sfide

08/02/2016 - numero Edizione 1495

Se il buongiorno si vede dal mattino, il 2016 in casa Bcd Travel Italia promette di essere foriero di novità.
Dal 1° gennaio la divisione meeting ed eventi è stata rebrandizzata come Bcd M&E, sulla falsariga della sister organization internazionale, che conta 700 collaboratori in 40 paesi. “Ci aspettiamo una crescita importante di questo segmento”, anticipa il general manager Davide Rosi.
Le prospettive di sviluppo si indirizzano anche “sulla parte fiere – prosegue – e nel segmento sport: quest’anno saremo il fornitore ufficiale del Giro d’Italia”.

A breve sviluppi sul turismo
Ma i riflettori si accenderanno anche su altri segmenti: “E’ allo studio un progetto sul turismo”, anticipa Rosi, senza sbilanciarsi, però, al momento in ulteriori dettagli. Entro il primo trimestre dovrebbe prendere, poi, il via la già annunciata sfida della realtà virtuale applicata ai meeting. “La parte di sviluppo software è conclusa – spiega il manager – e ci stiamo concentrando sull’aspetto della stabilità della rete, cioè sulla capacità infrastrutturale del server sul quale gli edifici virtuali sono collocati (il Ventura Virtual Building con il Conference Center, ndr)”.
Un ambito che apre spunti di riflessione sull’ottimizzazione delle travel policy: una trasferta può rappresentare un costo improduttivo, per esempio se per partecipare in un’altra città italiana a una riunione di un paio d’ore si perde una giornata di lavoro. A questo discorso si allaccia la questione della rendicontazione e soprattutto dell’analisi dei dati, che secondo Rosi “deve avere un approccio scientifico e dunque statistico, come quello garantito dal nostro modello Target Buy”, cui si affianca il ruolo di consulenza della travel management company. Argomento sul quale il manager invita alla riflessione: “La modalità di relazione esistente oggi tra le parti ha creato una politica da ‘zero fee’ e da guerra al ribasso, con conseguente deterioramento del mercato”.
A livello globale è, invece, la sicurezza il focus che le grandi Travel management company  devono tenere a mente: “E non mi riferisco tanto ai tool da utilizzare, che tutte le big posseggono – precisa -. La domanda che dobbiamo porci, piuttosto, è se saremo in grado di offrire un valore aggiunto in termini di servizi e con quali modalità”. Quale impatto hanno avuto i recenti episodi? “Le aziende si trovano a dover gestire la paura dei dipendenti – risponde –. Una leggera contrazione dei viaggi c’è stata”.

Chiusura positiva
Il 2015 si è chiuso, frattanto, in positivo: “Siamo in linea con le aspettative. Il volume d’affari si è attestato a 300 milioni di euro, in crescita netta”, commenta il manager, riconoscendo il dovuto peso dell’acquisizione di Seneca. L’Ebitda, afferma, ha superato i 2 milioni di euro. A quota 300 i dipendenti totali.



Nicoletta Somma

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