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Outgoing: sicurezza ago della bilancia

15/02/2016 - numero Edizione 1496

Le attese delle adv per l’anno, di fronte a sfide vecchie e nuove

Come sarà il 2016 degli agenti di viaggi? Difficile a dirsi, in mancanza di una sfera di cristallo e di un contesto economico e geo-politico stabile. Partendo dall’andamento del nostro “tradizionale” indice di fiducia (che misura il sentiment degli adv sul loro futuro lavorativo, ndr), relativo al 2015, e interpellando alcuni attori del settore, abbiamo cercato di focalizzare i temi dominanti e le sfide da affrontare. Uno su tutti è emerso come elemento chiave: la sicurezza, che ancora più che nel 2015 sarà il vero ago della bilancia.

Il sentire del trade
Andiamo con ordine. Torniamo ad un anno fa per poi avvicinarci nel tempo, e guardare al futuro. Gennaio 2015: l’indagine si svolge nel mese degli attentati di Parigi, ma l’umore del trade, che aveva chiuso ottimista il 2014, resta alto. Oscilla leggermente nei due mesi successivi, subisce un colpo inevitabile con l’attentato di marzo al museo del Bardo, ma pare proprio che l'aria e la voglia di ripresa non vengano meno, nonostante tutto, ed ecco che a maggio il valore dell’indice a 211 è uno dei più alti mai registrati. Poi c’è stato un secondo attentato in Tunisia, e anche i più ottimisti hanno cominciato a cedere il passo. Da qui ad ottobre il calo del sentiment degli agenti è netto, una piccola ripresa c’è stata in novembre, sostenuta dalle attese per Capodanno, evidentemente andate deluse, se l’anno si è chiuso con un valore pari a 102, non negativo, si badi bene - in altri mesi, in altri anni, abbiamo visto “di peggio” -, ma comunque decisamente non brillante. Il trade ha un sentire neutro verso il futuro. Ci crede e non ci crede. Attende gli eventi.

Indicatori positivi
Ed eccoci arrivati a gennaio 2016, pronti a ragionare sul nuovo anno, forti dell’esperienza di quello passato. Lo facciamo in prima battuta con Armando Peres, presidente del Comitato turismo dell’Ocse, che, se rende conto di  prospettive positive sul fronte incoming (vedi articolo in pagina, ndr), lascia intendere che vi siano buone possibilità anche per i flussi outgoing, quelli che maggiormente interessano le adv. “Complessivamente le attese per il 2016 sono buone – ci dice -. I consumi degli italiani proseguono un trend che ci ha visto avere una maggiore fiducia. Tutti i segnali sono improntati al più”. Se resterà decisamente maggioritaria la quota dei connazionali che sceglierà l’Italia per le vacanze, segnali incoraggianti ci sono anche sui viaggi all’estero. “Il tema centrale, sul ‘dove’ si andrà, è quello della sicurezza, ancora più che nel 2015”, prosegue il consulente che, tra le difficoltà della costa Sud del Mediterraneo e di altre mete africane, e quelle dell’area mediorientale, individua, come era logico attendersi, in destinazioni come la Grecia le favorite dell’estate. “Richiesta sarà sicuramente l’Europa in sé, le capitali si confermeranno mete ricercate, ma con un po’ di prudenza in più nel fare le proprie scelte. I numeri per queste città ci saranno sempre”. In positivo da citare anche il lungo raggio, con i Caraibi, Cuba in testa, gli Usa e l’Oceano Indiano.

La parola ai network
Entriamo ora in agenzia, con alcuni network, per capire cosa è successo e cosa, si pensa, succederà. In casa Primarete il “grafico” del 2015 era in positivo sino a novembre, prima dell’attentato a Parigi. “Poi – afferma il presidente Ivano Zilio - la curva ha iniziato a calare e con lei anche le aspettative degli adv di riuscire a concludere il 2015 con buoni risultati. Molte agenzie si sono aggregate per dichiarare lo stato di crisi, nessuna del nostro gruppo, ma possiamo capire i motivi che le hanno spinte. Commissioni quasi azzerate, tasse alte e terrorismo sono tre ostacoli forti nel nostro comparto”. Nell’ottica di rassicurare il consumatore , Primarete punta alla comunicazione tramite le vetrine delle adv o i social, con campagne mirate. “Il messaggio che vorremmo far arrivare è che esistono destinazioni non a rischio o “alternative” e noi adv siamo esperti e competenti per consigliargliele”.
Più vario, se così si può dire, il “grafico” che disegna Massimo Caravita, vicepresidente di Marsupio Group. “L’andamento delle vendite del 2015 è stato fondamentalmente positivo, ma molto altalenante. Un inverno abbastanza buono, una primavera modesta ed un’estate così così. Settembre molto positivo ma ottobre e novembre negativi, seguito da Natale e Capodanno negativi. Non così male l'Epifania, ma più per quello che si è venduto nei mesi passati”. Tra una buona Grecia e un mare Italia “andato molto bene”, sono mancati Tunisia, Turchia e Marocco ed il Mar Rosso. Nell'autunno/inverno in difficoltà le capitali europee per i ponti e Capodanno. “Si accentua la tendenza di vendite di prodotti con largo anticipo e sempre più sotto data”, aggiunge ancora Caravita, un trend che per il manager si riproporrà nel nuovo anno. “Ci auguriamo che non si ripetano alcune problematiche di prodotto, che però siamo abbastanza certi si ripeteranno”. Il problema principale è che, nel contesto in cui siamo, risulta “complicato per i t.o. effettuare investimenti di e sul prodotto continuativi e di qualità”. Tutto ciò, “ovviamente, non fa bene al comparto che, invece, dovrebbe proporsi con proposte basate su valore aggiunto e su un insieme di tutele e garanzie di alto valore”.
“Per noi il 2015 è stato un anno particolare, grazie a tutti i progetti che ci hanno visti impegnati su Expo”, afferma per Frigerio Viaggi Paola Frigerio, responsabile programmazione e direzione network. Esordio con forte segnale positivo per il primo semestre, seguito da una seconda parte dell’anno in cui anche il traffico leisure, “nonostante le nostre aspettative fossero caute a causa della situazione del Nord Africa, ha visto una crescita positiva ma non entusiastica, che però si è mantenuta anche nei risultati”.
La rete approda al 2016 con una novità, il completamento del rinnovamento totale del sito web, processo avviato nel 2014, e due must: la possibilità “di canalizzare e mantenere la redditività, soprattutto in un momento così delicato come quello attuale".
 



Emanuela Comelli

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