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“La Tunisia sta pagando lo scotto dell’apertura democratica”

02/05/2016 - numero Edizione 1503

L’appello del ministro del Turismo è sostenere la destinazione 

“Non diventare preda dalla paura”. E' questo l'accorato appello del ministro del Turismo e dell'Artigianato, Salma Elloumi Rekik, fatto pervenire ai partecipanti del mega fam tour organizzato a Tunisi e dintorni, nei giorni scorsi. Appello ripetuto anche durante la conferenza stampa dal direttore generale Ontt, Abdellatif Hamam, che ha rimarcato l'importanza di trasmettere quanto percepito durante il soggiorno in Tunisia. “Ai giornalisti e ai blogger chiedo di raccontare quanto visto, ai tour operator di non omettere la Tunisia dalla loro programmazione e agli agenti di viaggio di avere la determinazione nel proporla”. Con la stessa passione si è espressa Dora Ellouz, responsabile dell'Ente per il turismo in Italia, che ha voluto sottolineare che la Tunisia sta pagando il prezzo dell'apertura verso una democrazia occidentale. “Non torneremo indietro – ha detto la manager - anche alla luce degli sforzi che ha fatto il Paese dopo gli attentati per garantire la sicurezza, frutto di una collaborazione molto stretta con Nato, Europa e Usa. Il sistema di sorveglianza è molto avanzato e ci permette di dire che oggi la Tunisia è un paese sicuro”.
La storia è nota. Lo scorso anno dopo l'attentato al Museo del Bardo che ha dato il primo colpo al paese con la cancellazione dello scalo portuale di Tunisi da parte di tutte le società crocieristiche, è avvenuto il secondo attentato a Sousse, che ha causato un vero e proprio crollo negli arrivi. Inoltre lo sconsiglio dei Paesi coinvolti in quella strage, precisamente Gran Bretagna, Olanda e Belgio su cui la Tunisia sta lavorando per la rimozione, ha messo di fatto un freno a quei turisti europei che avevano già scelto di passare le loro vacanze in Tunisia.

Offerta diversificata
La Tunisia non si limita ad offrire il turismo balneare, che resta quello più numeroso, ma punta a quello culturale e naturalistico proponendo il classico giro delle oasi e del Sud del paese.
A queste offerte si aggiungono la thalassoterapia, le cure dentarie e anche la chirurgia estetica con tecniche all'avanguardia. In alcune località come la regione di Nabeul si sono trasferiti molti italiani pensionati che qui vivono almeno sei mesi all'anno e per i quali è allo studio la creazione di un dipartimento che sarà a loro disposizione per qualsiasi problema dovesse presentarsi. Per sostenere il turismo, il vettore di bandiera Tunisair, che opera in Italia da 60 anni, ha mantenuto tutti i 37 collegamenti di linea tra Italia e Tunisia inserendo due voli charter rispettivamente da Milano e Bologna a partire da giugno fino a settembre su Monastir e Djerba. “Siamo vicini ai tour operator con tariffe preferenziali su tutti i voli – ha spiegato Moez Berrejeb, direttore generale Tunisair -. Crediamo fermamente nel mercato italiano e siamo sicuri che la ripresa è vicina”.      
 



Annarosa Toso

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