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L’opzione short break

13/06/2016 - numero Edizione 1506

Da più parti si sostiene che la moda del momento possa essere lo short break sul lungo raggio. “E’ vero - risponde Francesco Sottosanti, direttore Federviaggio-. Con la stessa cifra che si spendeva per sette giorni a Sharm si possono fare 4 giorni negli Stati Uniti”. A una forte offerta di trasporto aereo sul lungo raggio a prezzi stracciati “è possibile abbinare, grazie alla sharing economy, un’accomodation low price”. New York, Boston, Atlanta, gli Emirati, le mete gettonate e un Canada che comincia a destare interesse. Il fenomeno è in incremento quest’anno, evidenzia Sottosanti, non solo in virtù dei nuovi modelli di vacanza oggi esistenti, ma anche perché sul medio raggio il resto dell’offerta a prezzi competitivi “è abbastanza saturata e il Nord Africa e vicino Oriente non sono proponibili”. Le previsioni per il lungo raggio? “Tutti gli indicatori ci dicono che è in crescita con un aumento dei volumi, ma grazie all’offerta e ai nuovi modelli di vacanza di cui si parlava con prezzi mediamente un po’ più bassi”. I dati Expedia confortano la moda dello short break: “New York e Dubai stanno effettivamente andando bene - afferma Fabrizio Giulio, managing director di Expedia.it -. La lunghezza del soggiorno è di media 4,6 notti a New York, 4,7 a Las Vegas e 4,7 a Dubai”.
E cosa ne pensano i t.o? Il quadro delle risposte è piuttosto eterogeneo.
Hotelplan lo conferma e rileva un aumento della domanda: “Il nostro gruppo sta intercettando questo target di clientela - afferma il tour operating manager Fabio Introna -, incrementando sempre di più i servizi e aggiungendo elementi distintivi all'offerta così da renderla ancora più accessibile e appetibile”.
“Gli stop a Dubai e Abu Dhabi - commenta Idee per Viaggiare - sono un must da abbinare alle Maldive, a Mauritius e Seychelles, o sulla via dell’Africa Australe. Iniziano, a proporsi come un’ottima soluzione per city break ideali per ogni tipologia di richiesta e clientela”. Press Tours fa una distinzione: “Assolutamente vero ormai da tempo, ma nei periodi di spalla e in inverno - sostiene il direttore commerciale Sante Vitale -; in alta stagione molto meno diffuso, anche per il costo dei voli più alto”. Sulla stessa linea Massimo Broccoli, direttore commerciale di Veratour, che conferma “una crescita nelle richieste di short break sul lungo raggio e in particolare su destinazioni come New York e Dubai grazie ad un incremento nell’offerta di voli”. Una domanda che però si concentra maggiormente nel periodo invernale e in particolare durante festività e ponti. Il t.o. rileva, invece, una crescita nella richiesta di itinerari che comprendono qualche giorno in città come New York o Dubai per proseguire con il soggiorno mare di una settimana in villaggio. Motivo per cui, anticipa Broccoli, “stiamo analizzando alcune nuove strutture in mete vicine alla destinazione Stati Uniti”.
Posizione simile anche per Amo il Mondo: “La maggior parte delle richieste è relativa a pacchetti di viaggio complessi e articolati, con una costruzione spesso studiata ad hoc - dice il direttore prodotto Roberto Servetti -. Quella short break è più concentrata per il periodo di Capodanno”, conclude.   



Nicoletta Somma

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