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La Croazia vuole destagionalizzare

10/10/2016 - numero Edizione 1512

L’alta stagione è ancora nel vivo. Il direttore dell’ente del Turismo Croato, Branko Curic, sottolinea che anche a settembre, grazie ad un clima favorevole, in Croazia si è lavorato bene, con gli hotel pieni fino ad ottobre. L’anno nel suo complesso è positivo per la destinazione, che come Italia e Spagna ha beneficiato delle tensioni che hanno riguardato altre mete. “A luglio ed agosto, se avessimo avuto maggiore capacità, avremmo riempito anche quella”, osserva Curic. I mercati principali hanno messo a segno delle crescite: nei primi otto mesi del 2016 i turisti sono stati oltre 8 milioni 600mila, per 76 milioni di pernottamenti. Gli italiani, in particolare, nel periodo sono stati 960mila per 4,7 milioni di pernottamenti, in crescita del 3%. I mercati principali per la Croazia sono Germania, Slovenia e Austria, seguite da Italia, Repubblica Ceca e Polonia: il nostro Paese registra più arrivi, mentre gli altri due “fanno più pernottamenti”. “I visitatori dal Belpaese – aggiunge il responsabile - vengono per lo più in alta stagione, per questo la nostra azione promozionale nei prossimi mesi si concentrerà sulla destagionalizzazione”.

L’ente punterà su tematiche come enogastronomia, cultura, cicloturismo, turismo attivo, benessere, congressi. “Proporremo promozioni per i ponti, le festività, per far capire che la Croazia non è solo mare e sole”. Per raggiungere questo obiettivo l’ente continua a sostenere t.o. e adv che propongono ai propri clienti la Croazia al di fuori dell’alta stagione. Sul fronte dell’offerta da registrare una cinquantina di nuovi boutique hotel, mentre per il prossimo anno è prevista l’apertura di altri 50-100, oltre ad investimenti sul fronte dei campeggi e per ammodernare strutture già esistenti.



Emanuela Comelli

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