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Airplus, gestionale e carte le criticità

07/11/2016 - numero Edizione 1514

In un sondaggio commissionato da Airplus alla società T&e Consultancy, l’8% degli intervistati tra gli agenti di viaggi ha risposto che usa Microsoft Excel come gestionale di contabilità. Pausa di riflessione e sgomento: la prima deduzione è sulla scarsissima cultura nelle imprese del settore sulla gestione del conto economico e dei metodi di pagamento. “C’è poca conoscenza, dunque si ignora l’importanza di efficientare l’amministrazione”, conclude la ricerca su 1.600 adv. “Il settore necessita oggi di un continuo presidio culturale volto a risvegliare le agenzie sull’uso di strumenti digitali innovativi che ne potenzino la solidità e la competitività”, dicono da Airplus, che realizza una carta di credito specifica, con plafond personalizzabili secondo stagionalità e business del comparto turistico.

Bisogno di denaro
Il quadro emerso dall’analisi evidenzia un’arretratezza pressoché drammatica della consapevolezza che i costi di gestione del credito impattano sull’esercizio. Anzitutto si saltella da un metodo all’altro, il che fa perdere vantaggi. Per pagare i fornitori (t.o. e altro), le adv usano un solo strumento (il bonifico generalmente) nella misura del 15%, mentre il 46% ne utilizza un paio (bonifico e carta di credito), il 37% si orienta su tre soluzioni, aggiungendo il Rid. “Questa consuetudine nell’uso di diversi metodi di pagamento rivela una situazione di scarsa efficienza: molte agenzie si sottopongono a sprechi economici e di tempo”, spiega il ricercatore.
Alla domanda su quale fosse il gestionale utilizzato in agenzia, il 29,3% dichiara di avvalersi di un sistema “fatto in casa”. Questo dato, unito al 5,1% di rispondenti che ha affermato di non utilizzarne nessuno, offre un primo dato sull’approccio poco strutturato. “Significa che oltre un operatore su tre si espone a una serie di problematiche: integrazione dei sistemi, controllo di gestione e monitoraggio continuo”, spiegano da Airplus. “Questa arretratezza riflette la realtà del digitale in Italia, dove gli investimenti sono pari a solo il 4% del Pil”, osserva il responsabile commerciale di Zucchetti Systema, Marco Montagni. 
 



Paola Baldacci

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