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Booking, tecnologia per crescere

01/05/2017 - numero Edizione 1525

I dati di Oxford Economics sostengono Booking.com e il regional manager, Andrea D’Amico, è convinto che l’evoluzione tecnologica del segmento Ota consentirà di facilitare sempre di più gli arrivi e l’esperienza del turista in Italia.
Cita a proposito l’ultima novità: “Booking Experiences”, un sistema che, tramite smartphone, permette ai chi lo utilizza  di scoprire il meglio che una mèta ha da offrire. Uno strumento destinato a favorire i repeater.

Gv: Una parte di albergatori vi sostiene e trova in Booking.com un grande alleato, molti altri invece vedono in voi un nemico, figlio di una sharing economy poco trasparente. Cosa ne pensa?
“Piattaforme come la nostra fanno emergere eventuali zone d’ombra: una struttura su Booking.com si rende visibile; chi non ha tutto in regola non ha alcun vantaggio, se siamo attori della sharing economy lo siamo all’insegna della trasparenza”.

Gv: Il 50% del movimento turistico generato da Ota è dovuto a Booking.com. Cosa avete cambiato nel mercato italiano?
“Negli ultimi due anni il turismo internazionale ha superato il turismo domestico, l’avvento di internet e di piattaforme come la nostra hanno dato la possibilità di prenotarsi in tutto il mondo.
Questa credo sia stata la più grande rivoluzione”.

Gv: Come si caratterizza il mercato italiano rispetto agli altri?
“Hanno un peso maggiore le strutture a conduzione familiare. Questo è anche il nostro punto di forza, perché fa sì che l’offerta sia molto variegata e anche poco standardizzata”.

Gv: E l’italiano che prenota verso l’estero che tipo di struttura cerca? 
“Allo stesso modo l’italiano che prenota all’estero, al contrario degli altri turisti, non insiste nella scelta di un brand specifico, di una catena, ma è aperto a qualsiasi tipo di accoglienza, variandola in ogni destinazione”.

Gv: Dal punto di vista normativo gli iter che vi riguardano sono piuttosto lunghi, ma le difficoltà maggiori sembrano essere quelle di una mancata omologazione. Cosa vi renderebbe la vita imprenditoriale più semplice? 
“A livello internazionale è impossibile, ma a livello europeo una omogeneità normativa sarebbe auspicabile”. 



Letizia Strambi

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