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In agenzia settembre sostituisce giugno

10/07/2017 - numero Edizione 1530

GfK analizza le vendite dei prodotti dei t.o. e fotografa il mercato agenziale 

I viaggiatori italiani che prenotano in agenzia di viaggi hanno imparato a trarre vantaggio dalla prenotazione anticipata. Dall’andamento delle vendite tracciate da GfK Italia, infatti, emerge che l’agosto viene acquistato prima degli anni passati e che settembre sostituisce il mese di giugno per fatturato. La società di ricerca ha appena concluso l’analisi del periodo gennaio-aprile 2017, scaricando dai software gestionali di duemila punti vendita le pratiche di viaggio del prodotto tour operator: i trend principali mostrano quanto gli sforzi della produzione di turismo organizzato, negli ultimi anni con grande convinzione, non siano stati vani: le politiche di advanced booking stanno dando frutti. “Abbiamo avuto la conferma che le tendenze d’inizio anno, ad esempio il +24% delle vendite del mese di settembre (passeggeri), si riferivano all’anticipo di prenotazione piuttosto che ad incrementi di mercato. In generale possiamo rilevare che gli italiani partono in un numero maggiore, spendono di meno e acquistano in advanced booking”, osserva l’industry lead turismo, Daniela Mastropasqua. I passeggeri prenotati in adv, nel quadrimestre analizzato, aumentano del 2%, il fatturato del 4% e le tariffe del 3%. “Quest’ultimo dato è dovuto al fatto che sono assenti o fortemente diminuiti i pacchetti per il Mar Rosso e la Tunisia, con conseguente aumento del prezzo medio”.
Sulle destinazioni: il Nord America perde il 13% rispetto al 2016, l’Europa continentale il 5%, mentre i Caraibi guadagnano il 7% grazie a Cuba, l’Italia risulta stabile (solo -1%) e l’Africa mediterranea svetta del +74%.

L’evoluzione nelle adv
Cosa è successo nel frattempo nell’universo distributivo? E’ presto detto, si è verificata una contrazione dei punti vendita. Numeri alla mano GfK ne ha tracciato i passaggi. “Nel 2009 c’erano 13mila punti vendita, nel 2016 sono scesi a 8.737, sono 8600 agli inizi del 2017 - fa presente Mastropasqua -. Sul fronte del prodotto scompare quello da 300 euro, in quanto è cambiato il mix, in agenzia si vendono, quindi viaggi più costosi”. I punti vendita sono stati protagonisti anche di un cambiamento nella modalità di approccio al cliente. I passaggi sono i seguenti, “nel 2009 il 91% delle adv aveva un negozio su strada con vetrine, poi sono nati i consulenti di viaggio e nel 2016 la percentuale è scesa all'88%”. Il dato fa comprendere che la vetrina su strada “non è più una conditio sine qua non, in quanto il cliente lo si cerca fuori dalle adv”.

Più adv con un
software gestionale

Cosa è successo, invece, sul fronte della tecnologia? I dati emersi attestano un aumento del numero di adv con un sistema gestionale amministrativo. Nel 2009 erano il 64%, nel 2016 il 73%.
GfK ha individuato anche i 5 tech trend che stanno influenzando il mondo del turismo, ossia Mobile payment, Vr e Ar (realtà virtuale e aumentata), smart home (la possibilità di gestione da lontano di alcuni servizi, per esempio l’accensione dell’aria condizionata in albergo con il proprio cellulare), connected car (le informazioni che riceviamo in autostrada per esempio sull’albergo) e wearable (i “non orologi” per monitorare le performance durante il tempo libero e quindi anche in vacanza). Questo lo scenario attuale con il quale fare i conti, che ci dà l’idea di come sia il  vacanziere di oggi, “un consumatore evoluto di internet. Infatti, il 76% dei vacanzieri è connesso ad internet, mentre il 65% della popolazione è utente internet”, mette in rilievo Mastropasqua. Il suggerimento che la manager dà al versante agenziale è “di tener presente questo aspetto, visto che i consumatori si connettono da dispositivi fissi, da mobile o facendo un mix dei due”. Quanto a ciò che si cerca sul web viaggi e turismo sono al primo posto con il 47%, seguono i servizi finanziari, abbigliamento e accessori. C’è anche da tener presente che il nostro “consumatore tecnologicamente avanzato è bombardato da un complesso sistema di stimoli”. Nella partita tra webrooming e showrooming si ha che il navigare online “porta ad acquistare in negozio più del contrario. Infatti ammonta al 25% la percentuale di shopper con device mobile che fa showrooming, ossia si reca in adv, ma poi compera il viaggio su internet. E’, invece, più alta la percentuale di chi fa webrooming (41%), ossia si informa sul web, ma poi perfeziona l’acquisto in adv”. In questo scenario, cosa fanno le adv per comunicare? Ancora una volta i numeri danno il polso della situazione, “il 74% ha un sito internet, di questi il 23% sono siti di network personalizzati per l’adv, il 51% è un sito proprio. Mentre il 5% delle adv non possiede nulla”. Una percentuale che, al giorno d’oggi, non è irrisoria, bisogna pertanto informare questa fetta se no il rischio “è che perda il mercato”, ammonisce Mastropasqua.                      



Paola Baldacci e Stefania Vicini

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