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Se cancellare la camera diventa il plus

09/10/2017 - numero Edizione 1534

Hrs: “Costi più alti per l’annullamento, occorre rinegoziare i contratti” 

Una prenotazione alberghiera su sei circa (il 17%) viene annullata, secondo una recente ricerca di Hrs. Il 5% viene cancellato fino a 48 ore prima dell'arrivo. Per Secretary.it, la community delle assistenti di direzione che tra i compiti hanno quello di prenotare le trasferte dei loro capi, la possibilità di cancellare la camera il giorno stesso dell’arrivo è l’elemento significativo sulla scelta della struttura. Questi comportamenti nel settore del business travel stanno innescando un processo di causa-effetto: da una parte gli alberghi pongono clausole più restrittive delle variazioni contrattuali e dall’altra si annunciano rincari nei costi dei viaggi aziendali per coloro che non riusciranno a ridefinire le condizioni. “Le clausole di cancellazione più rigide, introdotte di recente dalle principali catene alberghiere, potrebbero quindi provocare un aumento dei costi dell'hotel program delle aziende – fa sapere Hrs -. In molti casi, il supplemento per la rinuncia tardiva equivale a un pernotta- mento. Tenendo conto di questi costi potenziali all'interno dei modelli dello scorso anno, le imprese intervistate incorrerebbero in un aumento del 2% sui soggiorni”.

Sondaggio sui Tm
Il sondaggio della società di procurement per il business travel che ha rilevato il trend è stato condotto su 100 travel manager (Tm), il 60% dei quali prevede che metteranno a rischio il raggiungimento dei loro obiettivi. Di conseguenza, circa un terzo delle aziende ha già iniziato a prendere contatti con gli hotel per ri-negoziare i contratti. Al momento di scegliere tra due strutture di pari classificazione, con gli stessi servizi e simile posizione, l'82% dei Tm propenderebbe fortemente verso strutture più flessibili. Tariffe promozionali e addirittura la fidelizzazione passano in secondo piano rispetto alla possibilità di annullare: Secretary.it  sottolinea che “prezzo, percentuale di sconto applicato e far parte di un programma fedeltà sono elementi incidenti, ma non fondamentali”.
A fronte di politiche di cancellazione più rigide delle singole catene, le aziende devono rivedere i loro accordi e le tariffe negoziate. Ecco perché “stiamo rendendo prioritario il punto relativo a questi a-spetti nelle nostre procedure - commenta Flavio Ghiringhelli, vp corporate solutions di Hrs -. Le società che non affrontano il problema nelle negoziazioni per il 2018 rischiano di farsi carico di costi maggiorati sui soggiorni, almeno del 2%”.

Rincaro dei prezzi
Il rincaro dei prezzi di tutta la cosiddetta supply chain dei viaggi è un allarme lanciato anche da Carlson Wagonlit Travel (Cwt) osservando un settore che di trasferte ne fa tante e in Paesi molto costosi: le tariffe di voli e alberghi nelle destinazioni di riferimento per l’industria dell’energia e delle materie prime (Erm: Energy, resources and marine) sono attese in crescita nel 2018. E questo accade perché siccome il petrolio continua a restare basso, le aziende di questo campo si strutturano per ottenere profitti nonostante la tendenza sfavorevole. “Stiamo assistendo a un aumento degli investimenti nella filiera Erm – osserva la divisione di Cwt competente -. Grazie alla ripresa delle attività, i costi dei servizi di viaggio in questo ambito incrementeranno e andranno dunque gestiti con grande attenzione e i budget adeguati". Secondo il Fondo monetario internazionale, la crescita del Pil globale potrebbe raggiungere il 3,6% nel 2018. Questo fattore, associato a tassi di cambio favorevoli (rispetto al dollaro americano) per molti Paesi la cui economia è legata al settore Erm, porterà i prezzi a lievitare.
L’offerta alberghiera e di collegamenti aerei incrementerà anche nelle aree più remote, ribaltando il trend degli ultimi due anni.               



Paola Baldacci

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