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L’Italia da sogno sfida crisi e budget di spesa

20/11/2017 - numero Edizione 1537

Le analisi di mercato mettono in luce le potenzialità dell’Italia

Un palcoscenico d’eccezione quello del Wtm di Londra per mostrare al mondo del turismo, e al mercato inglese nello specifico, la potenza del brand Italia. Se da un lato il report dell’Enit attribuisce al nostro Paese (per il 2016) una quota di mercato attorno al 6% del turismo outgoing dal Regno Unito (prima è la Spagna con quasi il 15%, seguita da Francia con l’8,5%), dall’altro viene in aiuto la ricerca “Be-Italy” condotta da Ipsos in 18 Paesi del mondo a reiterarne l’appeal per il tempo futuro. Lo ha annunciato la presidente di Enit, Evelina Christillin: “Il 37% degli intervistati ha risposto “Italia” alla domanda “Dove andresti in vacanza se vincessi un viaggio?”: una percentuale che mette il Belpaese al primo posto, davanti a Stati Uniti e Australia (scelti rispettivamente dal 32 e 31% del panel)”. Sia il direttore generale di Enit, Gianni Bastianelli, che Fabio Maria Lazzerini, membro del cda Enit, adottano la stessa espressione: “Siamo una super potenza del turismo”. Il d.g. ama ricordare spesso che l’Italia è la prima destinazione europea per i turisti non europei “e assorbiamo il 24% di traffico. I primi 7 mesi del 2017 hanno visto una crescita di presenze del 12%, tasso che ci ha fatto superare sia la Spagna che la Grecia”. Gli ultimi dati della Banca d’Italia, riferiti a luglio 2017, rilevano un aumento delle spese dei viaggiatori stranieri in Italia del 4,7% a quota 5,1 miliardi. E come se non bastasse c’è anche l’analisi del World Travel Market a sostenere la tesi dell’attrattività: nel suo Industry Report spiega che “l’Italia è in cima alla lista dei Paesi che i britannici vorrebbero visitare in futuro, citata come prima scelta dal 60% del campione, prima di Usa, Grecia e Cuba”.

Il timore dei competitor
Gli operatori italiani presenti in fiera sono cautamente ottimisti. Le previsioni di Mamberto sul 2018 sono buone: “Le vendite funzionano e abbiamo saputo che Citalia ha aperto il mercato degli individuali sul basso Piemonte – ha commentato Carlo Zanolla, contracting manager dell’operatore -. Dopo un 2017 di crescita a doppia cifra, puntiamo a numeri positivi grazie al fatto di aver aperto le vendite in anticipo. Si tratterà di capire come procederà la stagione e quanta influenza avrà la crisi economica inglese sui viaggi”. Sterlina debole e minore budget sono le dinamiche da monitorare anche per Europlan: “Il mondo cambia velocemente – asserisce Knut Spieker, responsabile programmazione Europlan –, i bacini dell’Europa meridionale stan-no riaprendo e si mostrano particolarmente aggressivi; questo potrebbe riflettersi negativamente sulle presenze straniere in Italia”. Per Gino Acampora, managing director di Acampora Travel, “i segnali sono interessanti ma dovremmo allungare la stagione. E’ un percorso lungo e complesso. Avremmo bisogno di sgravi contributivi, di una linea comune sulla tassa di soggiorno e di programmare eventi anche in bassa stagione”. Abtoi, l’associazione dei tour operator inglesi, spiega che “per il 2018 ci sono speculazioni in atto che riguardano l’aumento dei prezzi dei voli aerei e che potrebbero avere un impatto sulle prenotazioni future. Per i prodotti e servizi offerti in Italia è di fondamentale importanza rimanere competitivi”.

Il rilancio della promozione
Il compito di rilancio della promozione da parte dell’Enit non è terminato e per combattere l’aggressività commerciale di alcuni competitor Lazzerini dà la sua ricetta: “Dobbiamo cercare di investire in Paesi dove si può attirare traffico meno sensibile al prezzo. Si tratta di selezionare bene i buyer e gli operatori, in modo da avere sia i volumi che la qualità dei flussi". Soddisfatto di quanto è stato fatto finora dall'Enit ("abbiamo ritrovato un'ottima sinergia con le Regioni", assicura il manager), Lazzerini ammette che resta ancora da superare il gap con gli imprenditori, che devono avvicinarsi di più al mondo delle istituzioni, anche se questo "è un compito che spetta alle regioni". E tra i punti da sviluppare nel corso del suo mandato, assicura che "è ancora in cantiere, per questioni di risorse, il rifacimento dell'ecosistema digitale, ma entro la metà dell'anno prossimo conto di portare a termine questo progetto”. Strano ma vero, è forse la prima volta nella storia dell’Enit che i vertici si trovano concordi nel dichiarare che il budget di promozione per il 2018, anche se tradizionalmente più esiguo rispetto alle dotazioni di altri mercati, è comunque sufficiente per fare un buon lavoro.



Laura Dominici

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