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Robintur costruisce l’alleanza in rete

09/04/2018 - numero Edizione 1546

Tre i punti chiave per sviluppare una politica comune; si investe in ulteriore prodotto a marchio

Un’alleanza in rete, puntando su tre versanti: organizzazione, comunicazione-marketing e rete. E’ la strada seguita dalla nuova Robintur, nata a gennaio 2017 dalla fusione di Robintur e Planetario, due società di proprietà di Coop Alleanza 3.0, cooperativa di consumatori italiani. Un’alleanza che tocca più aspetti. Il primo è legato all’obiettivo di andare a “coprire le quote di mercato dei soci Coop, un potenziale in casa molto importante”, dichiara il direttore generale del Gruppo Robintur, Claudio Passuti. La rete ha la consapevolezza di non riuscire a servirlo “con una rete di adv di proprietà”, da qui la messa a punto di un piano di co-marketing che si sviluppa stringendo “alleanze con agenti di viaggi dove sono presenti i bacini dei soci Coop per fare più massa critica e investimenti in prodotto e comunicazione”.

Strumenti
e servizi

Il secondo punto è in risposta ad uno stimolo fornito dalle stesse adv, che è fornire “strumenti e servizi che non sono nelle corde dei singoli punti vendita. Lavorare a un modello di marketing digitale richiede competenze che non sempre fanno parte del bagaglio formativo di ogni singola adv”, afferma il manager. Il terzo aspetto ruota sulla condivisione della “necessità di fare rete, individuando le linee guida comuni per stare sul mercato in modo più efficace con maggior potere contrattuale e un investimento in una vendita collettiva”. E questo è un punto su cui il manager pone l’accento, il che vuol dire “agire in modo unito con il coinvolgimento di tutte le adv, portare avanti politiche commerciali, mettere in rete un prodotto per caratterizzarlo, renderlo distintivo e competitivo”. Per farlo Robintur seguirà due strade. Una è proseguire con la politica di selezione dei partner preferenziali, l’altra è investire su “ulteriore prodotto a marchio, con un consolidato di 17 mln di fatturato nel 2017, che non è una piccola cosa - commenta Passuti -, è un fatturato pari a quello di un medio-piccolo t.o”. Gli obiettivi sono di crescita ulteriore, ma “in modo proporzionale allo sviluppo della rete e a fronte di un investimento efficace in termini di marketing digitale e comunicazione”. Questa è la nuova Robintur, “da un anno siamo partiti con questa visione - spiega Passuti -, coinvolgendo in modo più attivo la rete affiliata”. Un progetto dove le “numeriche di network” non sono la priorità, “si raggiungono facilmente, ma in primis ci sono obiettivi qualitativi”. Certo c’è un piano industriale triennale che punta a mettere in rete 500 agenzie di viaggi (dirette e affiliate). Robintur Travel Group ad oggi conta 312 adv con le insegne Robintur e Viaggi Coop. La nuova Robintur, a detta del manager, ha dimostrato che “si può stare sul mercato con una rete di adv di proprietà (96, ndr), quando lo avevamo dichiarato un anno fa, la cosa aveva destato qualche perplessità. Invece, chiudiamo l’esercizio 2017 con la conferma che siamo sulla strada giusta”. Nel 2017 il volume di affari diretto del gruppo ha raggiunto i 260 milioni di euro, superando i 500 milioni con i ricavi indiretti.            


 


 



Stefania Vicini

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