EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Magazine - Focus - Eden Alpitour

La via dell’oligopolio

23/04/2018 - numero Edizione 1547

“Il turismo in Italia sta imboccando la via dell'oligopolio - commenta Gianni Donzelli di Discovery Viaggi -. Sempre di più è la mia convinzione che noi, micro e piccoli tour operator specialistici e artigiani, dobbiamo a nostra volta essere più sinergici e organizzarci per far capire alle agenzie di viaggi il valore aggiunto che abbiamo nelle nostre competenze”. Che gli specialisti possano essere “rivalutati” in un contesto in cui i due principali gruppi turistici, i quali rappresentano circa il 30% del mercato secondo alcuni analisti, si uniscono, trova concordi alcuni agenti di viaggi. “Bisogna fare rete e evidenziare che i nostri servizi non sono di massa, sono di qualità e possono essere anche tagliati su misura sulle singole richieste”, osserva Mariateresa Chiarelli della dmc Amazing Puglia-Verso Sud.
“I piccoli hanno l’enorme vantaggio di potersi addentrare in territori poco appetitosi per i grandi tour operator e ritagliarsi una interessante nicchia di mercato  – aggiunge Luca Scarpellini, project manager di Cnm Comunicazione -. Serve solo un’idea originale e intelligente. E tanta passione”. Serve soprattutto professionalità: “Il valore aggiunto di un'agenzia viaggi, e parlo da tour operator, è la consulenza, l'esperienza che viene messa a disposizione, i consigli che vengono espressi guardando il cliente negli occhi, l'assistenza post vendita – incalza Donzelli -. E poi, potrei anche capire per un sevizio di solo hotel o volo, ma la garanzia che un'agenzia può dare per viaggi più complessi e articolati, non ha prezzo”. E a leggere alcuni titoli dei giornali generalisti che hanno ripreso la notizia “dell’accordo strategico”, con queste parole la comunicazione ufficiale del gruppo Alpitour ha definito la fusione tra le due società, c’è da pensare che l’appiattimento sia in agguato: “Alpitour prende Eden e sfida Expedia”, titola Il Giornale. I tre milioni di italiani che viaggiano con i tour operator Astoi sono salvi. “Ampliare il perimetro e misurarsi con il tour operating europeo è certamente un approccio industriale da considerare – commenta Stefano Gnerucci, product manager U.S.A. & travel consultant Universal turismo -, tuttavia non so immaginare i turisti italiani nei panni dei mercati inglese e tedesco. Le modalità di ‘inquadramento’ che distinguono i viaggi organizzati in questi Paesi, dove sia il comportamento dei viaggiatori sia degli organizzatori di pacchetti di largo consumo è molto più schematico e orientato al prezzo, sono piuttosto restrittive. Risolte le molte sovrapposizioni tra brand e prodotti della fusione, gli italiani ameranno l’omologazione?”.
Forse, se costerà molto, molto poco, anche sì?                                           



Paola Baldacci

TAGS

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte