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“L’invencible armada” del turismo

07/05/2018 - numero Edizione 1548

Il paese iberico punta sul “turista cosmopolita”

Focus sulla qualità rispetto alla quantità, anche per ovviare ai problemi di overtourism, e un nuovo modello di viaggiatore sul quale puntare forte, anche economicamente: il “turista cosmopolita”. E’ questa l’agenda dell’incoming spagnolo nelle parole di Maite de la Torre, direttrice dell’Ente spagnolo del Turismo in Italia, rappresentante di un sistema capace di garantire al paese 87 miliardi di introiti nel 2017 grazie ai suoi 82 milioni di visitatori, che l’hanno portata al rango di secondo paese con più turisti internazionali al mondo dopo la Francia. Numeri importanti e un modello dal quale prendere spunto anche per il turismo nostrano, se solo si pensa che, nello stesso periodo, l’Italia ha incassato “soltanto” 40 miliardi dai suoi circa 60 milioni di visitatori stranieri.

Gv: Qual è la sfida principale per il turismo spagnolo nel 2018?
“Riconosciamo il primato della qualità rispetto alla quantità: la scommessa consiste nel cambiare il nostro posizionamento nel mercato italiano, per cui tutti gli sforzi dal punto di vista economico sono concentrati sul turista cosmopolita, quello che coltiva la più ampia varietà di interessi. L’obiettivo di questa strategia è raggiungere un turismo di qualità, ma soprattutto sostenibile socialmente e dal punto di vista ambientale. Stiamo lavorando per deconcentrare e destagionalizzare e puntiamo sulla creazione di contenuti. La durata media dei viaggi rimane breve ma, grazie al potenziamento dei collegamenti diretti tra Italia e Spagna, gli spostamenti sono più frequenti e consentono ai turisti italiani di scoprire nuove città e provare nuove esperienze”.

Gv: Qual è il bilancio definitivo del 2017 del Paese in termini di presenze?
“Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Instituto Nacional de Estadística de España, la tendenza espansiva di questo mercato si è mantenuta nel 2017. Un totale di 4.223.895 turisti dall’Italia ha visitato la Spagna, con un incremento del +6,41% rispetto al 2016. È stato registrato anche un aumento della spesa (+6,89%) e dei pernottamenti (+2,8%)”.

Gv: Quali sono le destinazioni top?
“La Catalogna continua ad essere la principale regione di destinazione, con una quota di mercato del 28%, ma con un calo del -0,16% rispetto al 2016. In forte aumento Madrid (+18%), le isole Canarie (+12%) e Valencia (+11%). La grande maggioranza dei turisti italiani che viene in Spagna organizza il proprio viaggio in modo indipendente (80% nel 2017). Gli italiani stanno aumentando a luglio (+15%) e settembre (+12%), e calando del -2,87% ad agosto: segno di un ammorbidimento della stagionalità”.

Gv: Quali sono i principali mercati internazionali di riferimento?
“La Spagna ha registrato a gennaio la visita di 4,1 milioni di turisti internazionali, +5,2% in più rispetto allo stesso mese del 2017. Il Regno Unito è il mercato europeo più importante per il nostro paese, con 799.475 turisti (il 19,5% del totale). A seguire, Germania e Francia”.

Gv: Qual è il ruolo del mercato italiano?
“L’Italia è sempre stata un mercato importante per la Spagna. E’ il quarto in ordine di importanza, dato che contribuisce con il 5,2% al numero totale degli arrivi”.

Gv: Qual è la destinazione che più di tutte è ancora da scoprire o poco valorizzata rispetto alle potenzialità?
“Le regioni del nord della Spagna sotto il marchio España Verde. Stiamo lavorando sulla connettività, che è già molto migliorata con l’apertura di nuove rotte che collegano l’Italia con il nord della Spagna con voli diretti. Stiamo per lanciare un blogtrip per promuovere questa zona, che coinvolgerà quattro blogger italiani”.

Gv: Quali sono le principali criticità per il sistema-turismo spagnolo, e quali le politiche per affrontarle?
“La principale criticità è la capacità di carico di alcune città, il così detto overtourism. Per questo puntiamo sul deconcentrare e sul destagionalizzare, oltre che sulle smart cities, per rendere l’esperienza del viaggio più sostenibile per i turisti e per i cittadini delle destinazioni più gettonate”.

Gv: Come valutate e che riflessi hanno il dinamismo - in termini di acquisizioni e di rafforzamento - dei grandi gruppi turistici spagnoli sui mercati europei?
“È un fatto che ciò che rappresenta la Spagna all’estero, siano tour operator o catene alberghiere, è positivo per la promozione del nostro paese, come leader nel settore turistico al secondo posto al mondo per numero di arrivi, secondo la Omt. Inoltre, vorrei aggiungere che le catene alberghiere spagnole hanno un know how molto sviluppato e sono apprezzate all’estero, a paragone con l’offerta ricettiva di altri paesi europei”.        



Gianluca Miserendino

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