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Soggiorni all’estero: è ancora dominio britannico

21/05/2018 - numero Edizione 1549

Le destinazioni e le lingue più richieste per i corsi intensivi: vince l’inglese, ma cambiano i trend

Un comparto della travel industry che sembra non conoscere crisi e che, a sentire le aziende specializzate del settore, cresce ogni anno insieme alla globalizzazione e alla necessità di formare nuove generazioni di cittadini cosmopoliti e perfettamente poliglotti. E’ questo lo stato dell’arte delle vacanze studio, ramo che coinvolge principalmente – anche se non esclusivamente - adolescenti e ragazzi e sul quale latitano studi di settore, associazioni di categoria e “numeri” precisi, malgrado la sua rilevanza. Che viene confermata, quantomeno, da alcuni dati macroeconomici: “In Inghilterra l’industria della lingua - per importanza e per incidenza sul Pil - viene subito dopo quella dell’automobile”, spiega infatti Loredana Croce, fondatrice e presidente di Euroeduca. Altra cartina di tornasole dell’importanza dell’argomento linguistico, anche per il nostro paese, viene da una recente statistica di Eurostat, che ha spiegato come l’Italia sia sul podio in Europa per numero di studenti delle scuole medie che imparano più lingue straniere, preceduta soltanto da Lussemburgo e Finlandia. Terza appunto l’Italia, con il 95,8% dei ragazzi alle prese con l’inglese e, a seguire, con il francese (scelto dal 65,4% degli studenti).

London calling
“Il 70% del nostro business è sulla lingua inglese – continua Croce –, seguita da tedesco, spagnolo e francese, mentre si affacciano nuovi trend su lingue come il giapponese, il cinese, il russo”. Rapporti di forza più o meno simili sono quelli registrati da Esl, altra realtà del settore: “La classifica delle nostre destinazioni più gettonate – spiega Giovanni Moretti, che di Esl è regional manager Italia - vede Londra al primo posto, seguita da Brighton, Dublino, Malta, Liverpool, Edimburgo, New York e Galway. In generale, per ovvie ragioni di costo dei trasporti, notiamo una preponderanza di destinazioni europee per gli studenti in partenza dall’Italia, mentre sicuramente c’è potenziale di crescita in Asia - con particolare attenzione alla Corea del Sud, dove abbiamo scuole partner per imparare il coreano - ma anche in Australia e Canada”. La meta più ambita resta la Gran Bretagna anche nell’esperienza di Giocamondo, che attraverso il ceo Stefano De Angelis spiega che “è scelta dal 39% degli studenti italiani, di tutte le età: riceviamo richieste da studenti sempre più giovani, a partire dagli 8 anni, che desiderano partecipare a vacanze studio, anche accademiche o intensive. E notiamo un aumento degli studenti del sud Italia che decidono di partire per studiare una lingua straniera”.

Gli idiomi emergenti
Detto del russo e del giapponese, fino a pochi anni fa ai margini delle scuole di lingua e oggi tra quelle pienamente in trend, e anche se da un lato “gli italiani – spiega De Angelis - continuano a prediligere la lingua e i Paesi britannici per il proprio background culturale, lo studio di altre lingue – e culture – ben più lontane dalle nostre radici, sta avanzando. Si tratta naturalmente degli idiomi orientali, cinese mandarino e arabo in primis”. La Cina è terza nella classifica del nostro import e ottava per l’export: appare quindi chiaro come sia diventato fondamentale imparare a dialogare con questo importante partner economico, “senza dimenticare – aggiunge De Angelis - che il cinese è la lingua più parlata al mondo per numero di madrelingua (circa un miliardo di persone)”. In merito all’arabo, invece, va considerato che “si tratta della terza lingua più diffusa, con 221 milioni di madrelingua sparsi tra 57 paesi”.
Naturalmente quella della vacanza studio resta solo una delle formule per l’apprendimento più o meno intensivo della lingua all’estero: “Quando parliamo della classica vacanza studio – racconta Sara Alemanno, responsabile marketing di StudyTours - intendiamo quella che va dai 12 anni ai 18, ed è esclusivamente in inglese su destinazioni come Inghilterra, Usa, Irlanda e Malta, mentre per la più ampia branca della formazione linguistica all’estero abbiamo diversi prodotti su moltissime lingue in base all’età, che possono arrivare a un intero anno accademico in paesi anche molto lontani, come la Nuova Zelanda”.                             .



Gianluca Miserendino

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