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Airbnb apre agli hotel

18/06/2018 - numero Edizione 1551

“Siamo una travel e hospitality company” 

Boutique hotel e bed and breakfast. Non si ferma la sfida di Airbnb al mercato globale dell’accomodation. Mentre i gruppi di hotel storici rispondono investendo milioni di euro in tecnologia e nel costante rinnovamento dei propri prodotti, Airbnb si impone sul mercato integrando sempre più prodotti. Una piattaforma che ormai include non solo accomodation individuali ma anche piccole strutture, esperienze, e più recentemente in Italia, case nei borghi. “Siamo passati dall’home sharing, all’accomodation e ora siamo una travel e hospitality company” ha chiarito la visione Jeroen Merchiers, managing director Emea di Airbnb, intervenuto sul palco di Phocuswright Europe,  svoltosi alcune settimane fa ad Amsterdam e di cui Guida Viaggi è media partner.  “Nel nostro portale sono prenotabili 180.000 bed and breakfast e 25.000 boutique hotel, e questo non tradisce il nostro spirito, comunque il 72% dei nostri iscritti sono singoli utenti, l’80% sono proprietari di singole proprietà, il nostro core resta quello”, ancora Merchiers. Certo, ormai le dimensioni della compagnia e gli obiettivi sono molto ambiziosi. Come  aveva detto nei mesi scorsi il ceo Brian Chesky l’intenzione è assicurarsi oltre un miliardo di ospiti annuali entro il 2028. La concorrenza a questo pun-to sono le grandi Ota Expedia e Booking.com. “Un certo livello di servizio ci accomuna, ma a fare la differenza è che noi siamo una community e non una commodity, per noi il passaparola e l’ottima reputazione sono vitali. L’esperienza positiva dei clienti resta al centro” ha detto Merchiers.  In questa direzione i gruppi alberghieri sono i benvenuti, anche quelli più grandi.  “Molti pensano a noi ancora come strumenti per i backpackers, le cose sono cambiate, ora puntiamo alle famiglie e alle aziende, stiamo ampliando la clientela, l’ingresso di b&b e boutique hotel va proprio in quella direzione ma stiamo espandendo la presenza di camere di hotel, anche perché molti gruppi di alberghi vogliono differenziare i loro canali di vendita e noi possiamo aiutarli in questo” ha aggiunto il manager. In prospettiva i filtri di ricerca nel portale saranno raffinati per evidenziare ancora di più le categorie. In questa direzione va Airbnb Plus, come servizio “lusso” rispetto agli standard. Sull’impatto all’interno delle città, Merchiers ha voluto ribadire: “Investiamo molto tempo a dialogare con i governi locali e siamo consapevoli delle diverse problematiche nelle località dove operiamo, penso che siamo dei player responsabili, vogliamo essere corretti”. E a testimonianza che la strada potrebbe anche essere colta dagli hotel, nonostante rimangano ancora molti punti da chiarire soprattutto dal lato fiscale, ci sono state le aperture espresse in un altro panel di Phocuswright Europe da Michael Levie, coo citizenM Hotels, Marco Nussbaum, co-founder e ceo Prizeotel e Giovanna Manzi, ceo Best Western Italia. “Non al momento ma andiamo dove sono i clienti, quindi chissà”, è stato il commento della manager italiana. Che sia l’inizio di trattative di pace tra hotel e Airbnb?                  



Alessandra Gesuelli

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