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Un itinerario alternativo tra risaie terrazzate e tombe sospese

16/07/2018 - numero Edizione 1553

Un viaggio nel Nord dell’arcipelago, che ha molto da offrire con le sue settemila isole

E' il secondo arcipelago per numero di isole dopo quello della Malesia, oltre 7.000, di cui la maggior parte inesplorate. Vanta una natura veramente variegata, e mi si perdoni l'aggettivo che non amo molto, ma qui è esplicativo. Sono le Filippine, 103 milioni di abitanti. Il Paese che non solo detiene il primato della spiaggia più bella al mondo, quella di Borocay - momentaneamente chiusa per essere ripulita e bonificata dopo an-ni di esposizione a un turismo non sempre responsabile -, ma vanta una natura fatta di montagne, risaie, foreste tropicali, vulcani, colline e naturalmente un mare bellissimo. L'Ente per il turismo delle Filippine, rappresentato in Italia da Interface, ha organizzato per un gruppo di tour operator e un giornalista trade, un viaggio “alternativo”, che ha consentito di esplorare il Nord del Paese, tanto bello quanto sconosciuto anche alla maggioranza degli addetti ai lavori.
Siamo partiti dalla capitale Manila, città in espansione con moderni quartieri, dedicati in gran parte alla costruzione di una hotellerie supermoderna e di casinò stratosferici. Questo per accontentare le richieste del turismo orientale che ama tanto il lusso quanto il gioco d'azzardo e che garantisce presenze big spender in ogni periodo dell'anno. Ma la capitale ha anche un cuore pulsante che è quello di Intramuros all'interno della cittadella coloniale con la splendida chiesa di Sant'Agostino e il suo centro storico piccolo, ma vivo. E' un'attrattiva turistica, ma che consente di testare quale sia la vita dei filippini che vivono ancora numerosi in Intramuros. Non mancano bar, ristoranti, negozi più o meno turistici, ma fa parte del gioco.

L’itinerario
Il viaggio ci ha portato a Banaue, nel cuore della Cordilleras. Nelle Filippine, gli spagnoli hanno dominato per 300 anni dal 1565 al 1898, e sono rimasti di uso comune tanti nomi spagnoli, tra cui quello della moneta locale, il peso. E' stato accertato che sono circa 4.000 le parole spagnole usate nel dialetto talagog e 6000 nella lingua visayan. Lo spagnolo come lingua ufficiale fu abolito da Ferdinando Marcos solo nel 1973, anche se recentemente è stato proposto di reinserire lo spagnolo come lingua obbligatoria da studiare nelle scuole, insieme all'inglese, lingua parlata correntemente, da tutta la popolazione scolarizzata. Uno dei giochi che va per la maggiore nelle Filippine, è la pelota, anche questo di importazione spagnola. Il Paese è cattolico per l'80% e il resto della popolazione si divide tra islamici, circa il 6% al Sud-Est del Paese, nell'area che è più vicina alla Malesia, e altre religioni come induismo e buddismo.
Ma torniamo a Banaue, famosa per le risaie terrazzate, diventate patrimonio dell'Umanità Unesco.  Le risaie sono state create 2000 anni fa, curate e migliorate, sono, non solo la garanzia di un ricco raccolto per la popolazione, ma uno straordinario spettacolo naturalistico.
I turisti oltre a bearsi dei panorami di quei verdi dalle mille sfumature, possono cimentarsi nel trekking, scendendo nelle risaie in percorsi studiati che rasentano le colture e poi risalendo a valle. Faticoso sì, ma incredibilmente appagante. Qui il riso si raccoglie due volte all'anno ed è sufficiente sia per gli abitanti della regione che per tutto il Paese. Viene anche esportato in Europa e le qualità sono molteplici, chicchi grandi, piccoli e medi dai colori che vanno dal classico bianco, al nero e al rosso, al grezzo. Non ci siamo limitati negli acquisti del riso, rischiando di pagare per l'eccedenza bagaglio nell'imbarco della valigia durante il viaggio di ritorno, ma non si poteva non portarlo a casa così come il dolcissimo man-go secco liofilizzato. Nella regione abbiamo scoperto Sagada, con le incredibili tombe sospese, che la tradizione ci racconta essere un atto di protezione verso i morti che in questo modo saranno preservati dalle inondazioni e dalla furia degli animali, per un passaggio più veloce nel mondo dell'aldilà. Questo rito di sistemare le bare sulla rocce risale a circa 2000 anni fa. E poi finalmente l'azzurro del mare. Siamo stati a Coron, nella regione di Palawan, un'ora e mezzo di volo da Manila. Un mare dalle mille sfumature, tiepido, spiagge bianche, fondali coloratissimi, un vero paradiso per gli amanti dello snorkeling e delle immersioni subacque. I panorami sono sempre diversi, la biodiversità qui esiste davvero. Le formazioni rocciose calcaree spuntano dal mare e sono ricoperte dalla vegetazione. L'atmosfera è tranquilla, come lo sono del resto i filippini. In una gita in barca di un giorno si riesce a fare sosta sulle spiagge più belle e nei punti dove il mare è più adatto per lo snorkeling. Il periodo più giusto per andare nelle Filippine va da dicembre a maggio. Dopo iniziano le piogge. Ma dal momento che le “stagioni non sono più quelle di una volta”, ci si può azzardare ad andare anche durante la nostra estate. Si rischia il temporale, ma come in ogni situazione tropicale, a meno che non si sia così sfortunati da subire un tifone o un uragano, il sole rispunta velocemente dietro alle nuvole. Il gran finale, dell'ultima sera a Coron, è stata la visione delle lucciole. Chi ricorda di averle viste l'ultima volta? Uno spettacolo, quelle lucciole che si davano un gran da fare, tanto da illuminare gli alberi come fosse Natale. Un segnale che qui la natura è ancora veramente incontaminata e che l'aria è pulita esattamente come lo è il mare.       

Un evento
per il trade europeo

Gerard O. Panga è direttore Nord e Sud Europa del Department of Tourism delle Filippine.
Lo abbiamo incontrato a Manila, durante l'incontro b2b tra gli operatori del turismo delle Filippine e 35 tour operator provenienti da Italia, Spagna, Uk e Scandinavia.
“Abbiamo creato questo evento per il mercato europeo per verificare il business che è attualmente in corso tra i succitati Paesi e il nostro – ha rimarcato il manager -. Quest'anno la chiusura di Borocay per la bonifica e la risistemazione di una spiaggia troppo sfruttata, ha creato dei malumori, ma poi siamo stati capiti e molti hanno condiviso questa nostra decisione. Non potevamo rischiare di perdere un gioiello, definito universalmente la spiaggia più bella del pianeta, deteriorata per le eccessive presenze. In questo periodo, consigliamo ai turisti di scoprire le spiagge delle 7.700 isole, alcune veramente inesplorate, che le Filippine offrono ai visitatori - prosegue - Non tutte hanno strutture alberghiere di rilievo, molte hanno solo b&b, ma molti turisti sono alla ricerca di quanto di più genuino si possa trovare nel mondo. Noi possiamo offrire questa situazione unica e straordinaria”, conclude il manager.   

 



Annarosa Toso

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