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A Bto per scoprire la smartness del turismo

19/11/2018 - numero Edizione 1559

L’undicesima edizione di Buy Tourism Online a marzo 2019

Con diecimila visitatori e l’incremento del 20% dei paganti, Bto è per la Regione Toscana e la Camera di commercio fiorentina un evento sul quale investire e tenersi stretto. Riconosciuto come l’appuntamento che per primo si è rivolto all’industria del turismo – un po’ sbilanciata sull’hospitality - per aprirne gli occhi sull’innovazione, Buy Tourism Online ha saltato l’edizione 2018 per andare a collocarsi nella primavera 2019 e tornare alla stazione Leopolda di Firenze, dopo gli anni alla Fortezza da Basso. Cambio di direzione e apertura dell’advisory board a un ampio gruppo di lavoro sono alcune caratteristiche della nuova organizzazione, affidata a Francesco Tapinassi, dirigente del Mibact. Il tema sul quale saranno declinate le conferenze di massimo 50 minuti l'una è la “smartness”, traducibile in “intelligenza brillante”, cioè capace di evolvere al passo della trasformazione digitale. In un senso che non riguarda solo i turisti, ma la cittadinanza stessa. “Essere smart nel turismo significa offrire servizi digitali innovativi in grado di migliorare l’esperienza dei viaggiatori, la gestione delle destinazioni, il management e il marketing delle imprese – osserva Tapinassi -. Aziende ed enti del settore si stanno attrezzando per trarre un nuovo vantaggio applicando strategie smart, a partire dalla valorizzazione dei dati e le informazioni che la rete ci restituisce”. Alcuni inviti internazionali alle destinazioni con casi di smartness sono già in cantiere, tra Lione e Helsinki ad esempio, mentre una importante azienda cinese che sta acquistando società di software gestionali europee ha già accettato di venire a raccontarsi. “La proposta del tema di smartness come elemento di connessione dell’intero palinsesto di Bto nasce dal fatto che è applicabile a tutte le componenti della filiera e della domanda turistica”, sottolinea Tapinassi.
Alla Leopolda  L’evento sul turismo digitale o online, che per primo e nella maniera più esaustiva, unendo capacità di visione e formazione, nonché incontro fra pubblico e privato, ha saputo trattare gli argomenti della trasformazione digitale, e dei processi aziendali ad essa connessi, riparte da una sede rappresentativa della mission: fare scuola. “Meno location espositiva e più luogo di pensiero”, dice il direttore, parlando del ritorno nel luogo dove la kermesse è nata dodici anni fa. Chiamati a collaborare alla realizzazione sono 45 professionisti che esprimono le audience di Bto. Ci sono docenti universitari, esperti di digital marketing, di hospitality, influencer, manager e giornalisti. Si misureranno in proposte che quattro responsabili dei rispettivi asset tematici sceglieranno, costruendoli insieme.

I “master” sono Giulia Eremita, ex responsabile di Trivago Italia e oggi curatrice di progetti di turismo digitale, Rodolfo Baggio, docente e coordinatore dell’area Sistemi informativi in Bocconi, Roberta Milano, ex direttore marketing e comunicazione digitale di Enit e docente alla Cattolica di Milano, infine Robi Veltroni, direttore d’hotel, editor di Officina Turistica, appassionato di distribuzione alberghiera. I 4 ambienti sui quali verranno sviluppati 100 titoli sono l’hospitality, il food and wine tourism, destination e digital. Su tutti, a tenere le fila, Robert Piattelli, co-founder di Bto Educational, l’anima “education” dell’evento di fondazione Sistema Toscana (la Regione) e della Cciaa. I due enti proprietari del marchio e del progetto, sul quale si stima un investimento di mezzo milione di euro, hanno vissuto una fase di dibattito sulla cessione, per poi convincersi dell’importanza di mantenere a Firenze un think tank fino a oggi capace di attrarre competenze e conoscenza. “Bto non è in vendita, abbiamo ritrovato la progettualità”, ha detto Claudio Bianchi, vicepresidente della Camera di commercio di Firenze. Per Stefano Ciuoffo, assessore toscano al Turismo, “Bto è sempre riuscita ad anticipare tendenze e innovazione, perciò consolidare questa capacità diventando luogo di interazione e dialogo per analizzare il settore deve rimanere la sua forza”.                                    



Paola Baldacci

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