EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Magazine - Focus - Incoming

Banca d’Italia spinge sulle potenzialità

21/01/2019 - numero Edizione 1561

Un recente studio di Banca d’Italia sul valore del turismo nel nostro Paese conferma ancora una volta che il saldo generato dalle spese per viaggi internazionali degli stranieri in Italia e degli italiani all’estero è l’unica voce storicamente in attivo del conto corrente della bilancia dei pagamenti italiana. Se negli anni Ottanta l’avanzo turistico era di un punto e mezzo circa del Pil a prezzi correnti, dopo un deterioramento (trainato dalla crescita dei viaggi all’estero e dall’indebolimento delle spese degli stranieri), si è poi ripreso negli anni più recenti e nel 2017 è stato pari allo 0,9% del Pil.
Esaminando le performance dei quattro maggiori Paesi dell’area euro, Banca d’Italia spiega che “in termini di Pil Italia, Francia e Spagna sono relativamente simili e più specializzati sulle vacanze, mentre la Germania è più orientata al turismo d’affari”.

I prezzi sul mercato
Il confronto della competitività di prezzo (misurata sulla base dell’indice dei prezzi al consumo degli alberghi, delle strutture ricettive e dei ristoranti) tra l’Italia e gli altri tre Paesi fa emergere, nella ricerca di Banca d’Italia, che dal 2008 in poi le strutture alberghiere e ricettive italiane “sono diventate relativamente più competitive rispetto a quelle tedesche e francesi. Le politiche di prezzo contenitive degli albergatori italiani sembrerebbero aver risentito più che in Francia e in Germania della crisi e della crescente pressione competitiva derivante dallo sviluppo dell’offerta extralberghiera”.
Tra il 2010 e il 2017 la spesa dei viaggiatori stranieri pernottanti in Italia è cresciuta del 4,3% medio annuo, principalmente grazie all’aumento del numero di viaggiatori, oltre che della spesa media giornaliera. La durata media del viaggio si è invece ridotta da 7,1 a 6,3 giorni, seguendo una tendenza piuttosto comune in Europa e legata anche alla crescita dei collegamenti low cost.
Il turismo contribuisce in maniera strutturale al saldo della bilancia dei pagamenti del Paese; nel 2017 le entrate turistiche rappresentavano il 2,3% del Pil e il 40% del totale delle esportazioni di servizi, una quota ben più elevata di quella media dei paesi dell'Ocse (21,3%) e alla media mondiale (25,6%, fonte Unwto). Dopo la caduta nel periodo 2008-09, le esportazioni italiane di servizi turistici sono cresciute a tassi più sostenuti rispetto a quelli pre-crisi, raggiungendo nel 2017 un livello superiore di un terzo rispetto a quello osservato nel 2010. L’incremento è stato molto differenziato a livello geografico: più elevato per il Sud e le Isole - l’unica area dove le entrate turistiche sono cresciute più della domanda estera rivolta al territorio - e per il Nord Ovest, meno per il Centro e per il Nord Est. Il contributo del Mezzogiorno alle entrate turistiche complessive rimane tuttavia limitato rispetto alle possibilità del territorio e inferiore anche all’incidenza dell’area in termini di Pil.

Le strategie di crescita
Come fare per sviluppare al meglio le potenzialità di crescita? Il rapporto dichiara che “un potenziamento della capacità di intercettare l’espansione della domanda proveniente da mercati in forte crescita ma lontani e un rafforzamento della competitività attraverso opportune politiche di promozione coordinate a livello nazionale e mirate potrebbero aiutare”. L’ampliamento e la diversificazione dell’offerta nazionale attraverso la promozione di destinazioni con un alto potenziale - città d’arte, borghi, parchi, aree montane e protette, aree rurali - ma ancora non pienamente riconosciute come mete turistiche internazionali e la progettazione di itinerari interregionali in grado di connettere le aree di maggior attrazione con quelle a minore densità turistica potrebbero contribuire, inoltre, a ridurre la pressione antropica e la congestione in alcune delle destinazioni più frequentate. Infine, resta centrale lo sviluppo del turismo nel Mezzogiorno, l’area del Paese con il più ampio divario tra potenzialità e livello effettivo dell’attività turistica, mi-gliorandone l’accessibilità e promuovendone in modo più efficace la considerevole dotazione artistica, culturale e naturalistica.                           



Laura Dominici

TAGS

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte