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L’anno dei cambiamenti

21/01/2019 - numero Edizione 1561

C’è voglia di novità. Le nuove regole portano i network a strutturarsi sempre meglio

Positivo e negativo. Il 2018 della distribuzione organizzata ha una duplice valenza. Ha portato buoni risultati, soprattutto dal punto di vista dei numeri, grazie ad una ripresa del mercato e dei consumi. Ha visto il ritorno di alcune mete importanti e l’immissione di più prodotto, così da accrescere le occasioni di vendita, ma ha messo a dura prova le agenzie, tra normative e nuovi adempimenti che, se da un lato hanno portato “maggior ordine e chiarezza, dall’altro hanno aumentato i costi e generato difficoltà di gestione dei singoli servizi offerti al cliente”, osserva Sergio Testi, direttore generale Gattinoni Mondo di Vacanze.

Le operazioni
A livello di operazioni tra le reti non ci sono stati grossi scossoni. E’ stato un anno dove “le grandi realtà distributive hanno consolidato una posizione già comunque forte”, afferma Testi. In effetti sono anni in cui si assiste ad “un consolidamento del servizio e delle posizioni che sono sempre più incentrate su 3/4 nomi - commenta Luca Caraffini, a.d. di Geo Travel Network -. Il panorama vede solo 3 poli principali che si sono assestati rispetto al passato e questo fa sì che i vertici del networking in Italia siano sempre più definiti”.
A dire il vero qualche domanda il settore se l’è posta la scorsa estate, quando è circolata la notizia della possibile nascita di un pool di network con base nel Veneto. L’obiettivo era intraprendere una strada comune, condividendo alcune operazioni per essere più forti. In pratica a sedersi attorno allo stesso tavolo c’era il 90% dei network con sede amministrativa in Veneto, ma qualcosa non ha funzionato. Un’idea troppo al di fuori dagli schemi tradizionali cui è abituato il settore? Forse. Sta di fatto che ognuno è andato per la propria strada. Guardando al panorama nazionale qualche dichiarazione di intenti c’è stata, Ivano Zilio, presidente di Primarete, ha dichiarato che “sta lavorando per l’acquisizione di un piccolo gruppo, ma con un nuovo modello di business che farà parlare di un concetto distributivo innovativo”.
Il paniere delle integrazioni orizzontali si è rafforzato con l’accordo tra Smile Travel e Marsupio Group. Nessuno scambio societario, solo condivisione di servizi. Tra i manifesti programmatici c’è la nuova era di Uvet, segnata dall’arrivo di Andrea Gilardi e dalla nascita di Uvet Travel System, sistema turistico distributivo integrato che si è messo in discussione e ora è pronto a recuperare terreno.

Vittorie e sconfitte
Nel 2018 si è registrato “un prepotente ritorno di clientela in agenzia”, fa presente Adriano Apicella, a.d. di Welcome Travel. Le adv si sono date da fare, dimostrando di essere in grado di affrontare “un processo di ristrutturazione e modernizzazione che ha permesso di superare la crisi durata dal 2009 al 2016, e oggi ne vediamo i risultati. Chi non ha saputo reagire ha cessato l'attività, e parliamo di oltre 4000 punti vendita”, afferma Apicella. La numerica è un tema su cui si esprime anche Caraffini. Nell’anno appena passato è rimasta “positiva, non ci sono stati sbalzi di chiusure marcate, grazie al vento in poppa e al coraggio di guardare avanti”. Tra le sconfitte quella verso Iata, sempre più “esigente per dinamiche, inadempimenti, Adm, verso cui siamo indifesi”. Per molte agenzie, sul tema adempimenti e normative, “la strada è ancora in salita”, osserva Claudio Busca, direzione generale area leisure Gruppo Bluvacanze. Però l’introduzione della Direttiva pac- chetti ha delineato “con maggior precisione la definizione di pacchetto turistico”. E questa è una vittoria. Vero è che “nel 2018 l’adeguamento carburante e quello monetario rappresentano un problema irrisolto tra produttore e distributore e non affrontato in maniera unitaria”.

Uno sguardo al 2019
Le attese per il 2019 sono positive dal punto di vista delle vendite. Si prevede un ritorno di tutto il Nord Africa sugli scaffali delle agenzie. Anche la fatturazione elettronica è un tema che ricorre, in quanto “andrà a modificare in maniera radicale la gestione creditizia in agenzia, oltre ad avere un impatto economico non indifferente per l’imprenditore”. A tal proposito Claudio Passuti, direttore generale Robintur Travel Group, si aspetta che l’entrata a regime della fatturazione elettronica e delle nuove normative, possano favorire “la crescita di una rete in Aip, o in formule che riescano a centralizzare una parte dei servizi”. Cosa ha portato il 2018? “Ha dimostrato che il livello di strutturazione paga – afferma Passuti -. Una rete integrata, che diventa efficace in un mercato che richiede maggiore capacità di massa critica”. Bisogna essere strutturati, è questo il messaggio lanciato dal manager.

I macro poli
Il 2018 ha visto anche “il consolidamento del maxi polo guidato da Alpitour, con inevitabili conseguenze sulla distribuzione organizzata”, sottolinea Paola Frigerio, leisure, marketing & network director Frigerio Viaggi. Secondo la manager, le agenzie nel 2019 dovranno “fare un passo indietro e intensificare l’organizzazione di viaggi tailor made, ampliando la rete di contatti e aumentando la redditività, per offrire al cliente un servizio sempre più unico, dove la  consulenza dell’agente di viaggio diventa centrale. Ognuno deve formulare la propria ricetta, trovando il giusto equilibrio tra intermediazione e organizzazione. C’è una gran voglia di novità e il 2019 non sarà un anno in cui si ripeteranno schemi già visti”. I macro poli che si sono formati sul fronte del tour operating hanno dato una scossa al mercato, portando ad interrogarsi su cosa sarebbe cambiato.
Secondo Caraffini, “l’operazione Eden nel 2019 inciderà molto poco”. E’ una mossa che potrà cambiare gli scenari? Secondo il manager “no, l’azienda farà il suo percorso strutturata esattamente come lo era, con un contratto commerciale a sé e con politiche che non cambiano rispetto al 2018, se non in minima parte, sfruttando le sinergie di gruppo, ma restano percorsi  indipendenti”.
Inutile negare che “lo shopping del Gruppo Alpitour ha cambiato il nostro statico comparto turistico - afferma Massimo Caravita, presidente Marsupio Group -. E ha cambiato di conseguenza anche la distribuzione. L’aggregazione verticale era un modello che sembrava in decadenza, invece è tornato alla ribalta”, ma attenzione “i network indipendenti sono ancora presenti”.
Chi poteva portare avanti una crescita verticale e creare il polo alternativo ad Alpitour, non l’ha fatto e “ora l’alternativa sono i network indipendenti”, osserva il manager. E’ questa la configurazione del mercato. Detto ciò il 2019 “sarà un anno frizzante, per affrontare il futuro in maniera più strutturata ci potranno essere diverse azioni nel mondo della distribuzione. L’esigenza di mercato è trovare sinergie sempre maggiori”.
Bisognerà vedere “come intenderà considerare Alpitour questa operazione. Se è un modo per gonfiare i muscoli verso i mercati europei o per imporre una sorta di veste da monopolista”. D’altra parte nel versante del tour operating “il numero 2 è un posto vacante e il numero 3 è un posto occupato da una splendida azienda, ma che non ha ambizioni da numero 1”.               



Stefania Vicini

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