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Istanbul, dove Oriente e Occidente si incontrano in un’unica megalopoli

18/03/2019 - numero Edizione 1566

Moschee e residenze di sultani, minareti, basiliche e cisterne sotterranee

Uno skyline in cui i minareti si mescolano armonicamente ai grattacieli delle grandi catene alberghiere che dominano la costa. Una megalopoli di 18 milioni di abitanti nella quale il rumore costante del traffico viene sovrastato dal canto del muezzin che, per cinque volte al giorno, invita i musulmani a pregare. Istanbul è una città davvero unica: divisa dal Bosforo, si estende sia in Europa sia in Asia risultando l'unica metropoli al mondo appartenente a due continenti. Nonostante le dimensioni, le principali attrattive storico/ culturali si concentrano tutte su un’area circoscritta rendendo estremamente agevole e “rapida” la visita ai punti d’interesse più famosi della città.

La Moschea Blu
e il Palazzo Topkapi

Famosa in tutto il mondo per la sua cupola e per essere l’unica con sei minareti (prima che il Presidente Erdogan ne facesse erigere un’altra sulla sponda asiatica di Istanbul), la Moschea Blu prende il nome dalle oltre 20mila maioliche che ne impreziosiscono gli interni. Necessario per le donne coprirsi il capo per accedervi, per tutti i visitatori invece è obbligatorio levarsi le scarpe per entrare. La passeggiata sui morbidi tappeti che rivestono i pavimenti rende ancora più piacevole la scoperta della moschea nella quale una parte è esclusivamente adibita ai musulmani che qui si riuniscono in preghiera.
Storica residenza dei diversi sultani che nel corso dei secoli si sono succeduti al potere, Palazzo Topkapi non presenta un unico corpo centrale bensì diverse costruzioni per rispondere all’esigenza “nomade” del popolo ottomano, richiamando in chiave sfarzosa gli antichi insediamenti.
Varcato l’imponente portone d’accesso, è tutto un susseguirsi di giardini rigogliosi e altre porte sempre più ricche e ornate man mano che ci si avvicina al nucleo centrale residenza del sultano.
Le aree comuni, una volta adibite al dibattito e al confronto su temi politici, sono caratterizzate da una grossa sfera centrale dorata che pende dal soffitto e da una grata dietro alla quale il sultano poteva origliare i discorsi.
Tra le altre aree d’interesse all’interno del Palazzo Topkapi l’harem con oltre 400 stanze, la sala della circoncisione ricca di fontane per far sì che lo scrosciare dell’acqua coprisse i pianti dei bambini e il grande giardino di tulipani.
Qui, di notte, il sultano faceva posizionare un baldacchino per ammirare lo spettacolo dei fiori illuminati da un esercito di tartarughe che portavano sul carapace altrettante candele.

La Basilica di Santa
Sofia e la Cisterna

Dedicata alla “sophia” (la sapienza di Dio), l'edificio fu cattedrale ortodossa, poi cattolica, successivamente moschea e oggi un museo. Il colpo d’occhio all’ingresso lascia senza fiato grazie alla presenza di mosaici, stucchi e degli imponenti lampadari che scendono dalla gigantesca cupola centrale. A dominare sono i colori contrastanti dell’oro e del nero e la possibilità di accedere alla balconata superiore, che corre lungo tutto il perimetro dell’edificio, regala una panoramica a 360 gradi della Basilica. Il protagonista di Santa Sofia è “Gli” un gatto tigrato che da oltre dieci anni ha trovato casa qui e che attira la curiosità, le carezze e le foto dei visitatori.
Spettrale e affascinante al tempo stesso, la Cisterna si trova sottoterra a pochi passi dalla Basilica di Santa Sofia. Utilizzata in antichità per conservare l’acqua (aveva una capacità di 80 milioni di litri), è caratterizzata da 336 colonne che ne delineano gli spazi con una geometria perfetta. Particolari le due gigantesche teste di medusa capovolte, a sostegno di due colonne, rinvenute soltanto qualche anno fa quando venne prosciugata l’intera area per agevolare i lavori di manutenzione. La Cisterna ha suscitato anche il fascino dei cineasti che l’hanno scelta per le riprese di Inferno, diretto da Ron Howard, e di Agente 007 dalla Russia con amore con Sean Connery.                    
 



Sveva Faldella

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