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La guerra per le rotte atlantiche: chi sarà il vincitore?

08/05/2019 - numero Edizione 1570
Per alcuni determinante è il prezzo, secondo altri si tratta di sana concorrenza, ma non manca chi ritiene che a spuntarla saranno i vettori più affidabili

Le rotte atlantiche sono sempre più terreno di guerra: dai recenti annunci fatti da JetBlue, che vuole entrare nel business transatlantico, alle rivali American, United e Delta, Norwegian fino a Air Italy, che mira a ritagliarsi un proprio spazio, e ad Air France-Klm che hanno di recente firmato un accordo di codeshare con Delta e Virgin Atlantic. E in tutto questo l'annosa diatriba tra vettori americani e compagnie mediorientali che va avanti da tempo... Chi la spunterà? Si tratta solo di una guerra di prezzi o di una combattuta a suon di collegamenti o di accordi? “Le compagnie non sono tutte uguali e non è sempre e solo una questione di prezzo – sostiene Arianna Pradella, direttore commerciale del Gruppo Caldana -. I clienti e le agenzie stanno diventando, specie dopo gli ultimi eventi,  sempre piu informate anche sul tipo di aeromobili utilizzati, sui servizi a bordo etc,  e la scelta per una compagnia o l’altra vede entrare in gioco anche altri fattori, che vanno oltre al prezzo”. Si tratta della legge del mercato secondo Franco Cesaretti, direttore generale Reimatours: “Personalmente credo che una sana concorrenza faccia bene a tutti e poi, come dicono gli inglesi, ci sarà il ‘survival of the fittest’. Vinca il migliore…”. Punta l’attenzione sull’offerta del network Silvia Brunetti, direttrice di business unit Made: “Gli Stati Uniti sono la destinazione ‘tailor made’ per eccellenza, quindi itinerari complessi con diversi stop over all’interno dei tour – fa presente la manager -. Proprio per queste ragioni è chiaro che sarà più competitivo chi riesce a garantire ai clienti più collegamenti e accordi”. Un problema per così dire figlio dei tempi a parere di Viaggidea. “La disintermediazione e il cambio delle regole ha stravolto completamente il turismo – evidenzia Consuelo Cerri, contracting manager Usa e Canada -. Chi lavora da tanto nel settore ha vissuto dei cambiamenti che erano impensabili. Noi lavoriamo con clienti che ricercano la qualità sopra il prezzo”. Naar evidenzia un altro fattore: “Alla fine conta la flessibilità nella scelta delle rotte grazie ai collegamenti frequenti, ma conta molto anche l'affidabilità del vettore – dice Lucia Alessi, pm Nordamerica -. Compagnie che offrivano prezzi molto bassi hanno poi cancellato voli su tratte strategiche in altissima stagione”. “Sicuramente più opportunità ci sono, più vendite si possono fare – argomenta il direttore vendite di Albatravel Luca Riminucci -, ma non penso che sul long haul si tratti solo di una questione di prezzo. In questo caso anche le low cost devono garantire uno standard come quello offerto dalle compagnie di linea. In ogni caso – sottolinea Riminucci – per JetBlue si parla del 2021, mentre accordi come quello di Air France-Klm nel nostro caso rappresentano un’opportunità di vendita: con un unico pnr si possono fare itinerari più complessi”. Difficile fare un pronostico secondo Ivana Di Stasio, managing director di I Viaggi del Delfino: “Si tratta di una guerra di prezzi combattuta a suon di collegamenti o di accordi di code-share. Sicuramente tutto questo ha creato alcuni benefici per il cliente finale perché c’è molta più offerta a prezzi competitivi, però c’è anche confusione nel mercato e non sempre queste nuove alleanze poi funzionano bene anche dal punto di vista operativo”. 



Nicoletta Somma

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