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Premium e low cost: i settori in crescita

27/05/2019 - numero Edizione 1571

La trasformazione del settore aereo nel Golfo

Con una capacità aerea raddoppiata negli ultimi 10 anni (264,31 milioni di pax), le compagnie del Golfo hanno lasciato il segno nel mondo dell’aviazione, sia nel settore full service che nel low cost, anche se lo share sul totale mondiale resta modesto, pari al 4,7%. Emirates guida la capacità della regione (41,55 milioni), seguita da Etihad con 37,14, e la prima rimane in fase espansiva, con l’aggiunta di un volo quotidiano Dubai-Londra Stansted operativo dal primo luglio. I dati sono emersi nel corso di Connect, il forum aereo tenutosi nei giorni scorsi a Dubai.

Il riposizionamento
Mark Souter, head of aviation development di Londra Stansted, ha riferito che lo scalo si sta riposizionando, come parte del Manchester Airports Group, per focalizzarsi meglio sul segmento premium del long haul travel. “Nella nostra catchment area – ha riferito – abbiamo diverse società farmaceutiche e It, così puntiamo molto sulla fidelizzazione della clientela corporate e abbiamo reclutato una squadra dedicata di sales manager proprio per questo target. Ci stiamo focalizzando anche su Stati Uniti, India e Cina ed è stata inserita una figura professionale cinese nell’ufficio Visit Britain a Beijing”.
Anche Istanbul mira al premium travel. Gerald Ong, aviation marketing director dell’aeroporto internazionale Istanbul Sabiha Gokcen, ha spiegato: “Abbiamo assistito ad un’ottima crescita con Pegasus, ma ora, con la crescita di voli dei vettori del Golfo, stiamo cercando di trasformare la percezione dell’aeroporto”.
Le sfide da vincere, però, riguardano principalmente l’aerospazio e la capacità dei terminal. “E’ piuttosto complesso – ha detto Jacques Khoriaty, Middle East & South Asia aviation director di Egis Airport operations -, ci sono restrizioni nell’aerospazio e hub molto vicini l’uno all’altro. Tuttavia, ci sono programmi interessanti in Oman, con l’apertura di un nuovo terminal. Anche il Bahrain ne aprirà uno”.

Il successo di flydeal
Altro tema focale è quello geopolitico nell’area mediorientale, oltre alla mancanza di accordi bilaterali. Di opportunità derivanti dal low cost ha parlato Sudeep Ghai, chief customer & commercial officer di flydeal, sottolineando “la crescita del vettore lanciato in Arabia Saudita 18 mesi fa e che ora serve 8 aeroporti domestici con 10 A320s e che ha gestito 2,5 milioni di passeggeri. All’inizio siamo stati accolti con scetticismo, ma ora la percezione del mercato è totalmente cambiata”. E capitalizzando su una popolazione giovane e orientata alla tecnologia, Ghai ha dichiarato che “il 60% delle prenotazioni avviene via mobile”. 



Laura Dominici

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