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Edi Rama: “L’Albania è l’Italia dei vostri nonni”

27/05/2019 - numero Edizione 1571

Se in tre momenti istituzionali diversi, il capo del Governo albanese, Edi Rama, il capo del Parlamento, Taulant Balla, il ministro del Turismo, Blenkdi Klosi con il ministro della Cultura, Elva Margariti hanno accolto un gruppo di giornalisti italiani, sottolineando, tutti indistintamente, quanto amano l'Italia e quanto desidererebbero che il turismo italiano aumentasse, soprattutto quello high spender, c'è da credere che questi atti politici e di cortesia non solo siano stati spontanei, ma che le loro aspettative sulla crescita del turismo italiano si concretizzino nella realtà.
Da tutti i quattro esponenti del Governo è arrivato un accorato appello che i ritorni sulla stampa italiana fossero in linea con quanto si andava a vedere e scoprire, tralasciando i luoghi comuni che in Albania più che in altri Paesi sono stati e sarebbero tuttora deleteri.
Sollecitare l'interesse dei potenziali turisti italiani nel Paese delle Aquile è anche l'obiettivo di Adria Ferries, compagnia di traghetti di Ancona, che ha organizzato il tour e che collega l'Italia con l'Albania da Ancona, Trieste e Bari e a seguire di tutte le entità politiche e commerciali che si occupano di turismo.
L'incontro più significativo è stato quello con il capo del governo, Edi Rama, che in un italiano perfetto ha interloquito con i giornalisti, riconoscendo sia il ruolo che l'Italia ha avuto negli anni 90 nell'accoglienza dei profughi albanesi, sia l'attuale situazione politica, fatta di ottime relazioni e di proficui accordi commerciali. “Fate vedere come è l'Albania oggi, raccontatela ai vostri lettori. Dite che in alcuni aspetti ricorda l'Italia dei vostri nonni e che la nostra gente ha una grande voglia di benessere, di crescita, di tranquillità sociale. Anche negli errori, come nella costruzione indiscriminata di brutte strutture, siamo stati vicini agli italiani. Ma vogliamo correre ai ripari. Siamo felici che le grandi catene alberghiere abbiano deciso di investire in hotel a 5 stelle, usufruendo delle agevolazioni fiscali per chi costruisce. Dobbiamo lavorare anche per la formazione dei giovani nel turismo, settore in cui abbiamo mancato. Certamente la crescita del turismo balneare è dovuta anche alla crisi del Nord Africa, insieme al desiderio di molti di scoprire altre destinazioni. Noi che siamo stati la Corea del Nord dell'Europa, abbiamo grande voglia di riscatto e auspichiamo che gli italiani, da quarti, diventino il primo mercato turistico”.
Il capo dei governo ha poi anticipato che la catena spagnola Meliá, che già ha una struttura nel centro di Tirana, ne ha annunciata un'altra a Durazzo, che Msc ha promesso di costruire un terminal per le proprie navi da crociera sempre a Durazzo per dare slancio al territorio circostante e che Alpitour ha un programma investimenti nel Sud del Paese.
Il capo del Parlamento, Taulant Balla ha parlato del turismo non solo come un'industria o settore dell'economia, ma come un potenziale per promuovere l'Albania e i valori nazionali nei contesti europei. “Dal 2015 – ha rimarcato - il Parlamento ha adottato una nuova legge quadro per lo sviluppo del turismo sostenibile, in un ambiente attrattivo e sicuro, potenziando il settore economico che influisce sull'occupazione, riduce la povertà, incide sullo sviluppo delle comunità rurali, nonché sulla protezione e il rinnovamento del patrimonio culturale e ambientale”.
Il ministro del Turismo, Blenkdi Klosi ha fornito dei numeri sulla situazione arrivi sottolineando che nel 2018 i turisti sono stati 5,9 mln con una crescita del 15,8% rispetto al 2017. Gli italiani sono al 4° posto con 436.000 arrivi, ossia il 20% in più rispetto al 2017.
“Vorremmo che gli italiani fossero il nostro primo mercato, non solo al mare, ma per i tour culturali. Li invitiamo a venire ora per scoprire un Paese ancora vergine dove genuinità e tipicità sono uno dei nostri must”, ha aggiunto.
Ha chiuso gli interventi Elva Margariti, ministro della Cultura: “L'Italia è un’ eccellenza culturale non paragonabile a noi – ha detto la manager -. Ma anche l'Albania vanta dei bellissimi siti da scoprire. Ci piacerebbe creare anche da noi la situazione dell'albergo diffuso, ma le strutture dei borghi non sono per ora adatte ai turisti italiani. A nostro favore spiagge e territori incontaminati, parchi naturali e le montagne che per ora non sono nemmeno prese in considerazione dagli italiani. Il vantaggio di venire adesso in Albania – ha concluso il ministro della Cultura - è quello di non essere travolti da un turismo di massa”.       



Annarosa Toso

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