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Indipendenza, il valore di “moda” tra le reti?

10/06/2019 - numero Edizione 1572

Tutti la vogliono, tutti la cercano, ma chi l’ha veramente?

Indipendenza, una delle parole più pronunciate in questi ultimi tempi nel mondo delle reti. Al di là del significato nobile che l’espressione racchiude in sè, mai come ora è tornata ad essere un valore. Tutti la vogliono e tutti la difendono, tutti dichiarano di essere, più o meno, indipendenti, reti integrate e non, reti controllate e non, ma allora viene da domandarsi cosa significa essere indipendenti oggi? Per lungo tempo si è pensato volesse dire non avere la produzione nel proprio azionariato. Poi si è capito che forse il concetto è ancora più sottile e che non basta non avere un t.o. che ti “controlli” per essere completamente indipendenti, vuol dire poter fare scelte commerciali libere sul mercato, cioè non avere alcuno che indirizzi le tue vendite. Pensiamoci un attimo: può essere completamente indipendente una rete che ha dei seggiolini da riempire? Il fornitore antagonista si sentirà libero di fare un accordo che va ad alimentare un t.o. concorrente? Certo le adv aderenti al network sono libere, ma non disporranno di tutti gli strumenti che, invece, ha un network indipendente nella scelta. Sembra, poi,  che il concetto cambi a seconda degli interlocutori, che si plasmi un po’ all’occorrenza. Nulla di male, ma la cosa incuriosisce. Va bene, lo ammettiamo, il tema appassiona più la stampa di settore, che le singole adv che hanno altro a cui pensare, tra vendite, obiettivi, normative e l’estate che non decolla, ma se ci pensiamo bene si vede che l’argomento non è solo un tema che infiamma le penne trade, ma riguarda un po’ tutti, adv in primis. Una conferma arriva dalle 4 convention di network (Uvet Travel System, Gattinoni Mondo di Vacanze, Geo Travel Network, Blunet) che si sono susseguite negli ultimi fine settimana di maggio, a due a due in contemporanea. Al punto tale che c’è chi, come Andrea Gilardi, direttore generale di Uvet Travel System, ha aperto i lavori rivendicando l’indipendenza della rete: “Perché non siamo un network indipendente? Perché facciamo parte del Gruppo Uvet? Siamo un network libero, dove le adv scelgono i prodotti e servizi che proponiamo, certo cerchiamo di incanalarli verso certi obiettivi, perché crediamo siano funzionali, ma il network offre un bouquet di servizi che le adv scelgono”, nel rispetto del libero arbitrio che le adv hanno. Una risposta che il manager fa arrivare ad un altro palco, quello di Gattinoni Mondo di Vacanze e questo perché pochi giorni prima aveva asserito di essere “l’unico network indipendente”, accendendo un po’ gli animi. Durante la convention Geo Travel Network è stato Pier Ezhaya, chief operating officer di Alpitour, ad intervenire sul tema, definendolo una questione “stucchevole”, in quanto “chi è affiliato ha interesse a sapere quali strumenti il network è in grado di dargli per transitarlo nel futuro del travel”.
A parlare di indipendenza è anche Claudio Busca, managing director leisure del Gruppo Bluvacanze. Non lo ha fatto nella recente convention, ma mesi prima in conferenza stampa a Milano, in cui disse: “Cosa vuol dire essere indipendenti? Che si può fare a meno degli altri, ma il nostro è un settore troppo piccolo, legato ai charter, ad una distribuzione ancora legata ad una metodica vecchia. Chi può definirsi indipendente è chi può rinunciare a tutto sul mercato. Poche adv si possono definire indipendenti (dai t.o.)”.
Dibattiti a parte un concetto deve essere chiaro, le adv hanno in mano l’ago della bilancia, sono loro che decidono dove andare e con chi affiliarsi, sta poi ai network giocarsi bene la partita per non farsele scappare. Come? Le convention sono i palchi dove ognuno dà il meglio di sè, nell’offerta di strumenti, app e tecnologie amiche, gestionali, piattaforme social, piani incentivanti, nuove occasioni di business, promesse allettanti e stimoli a vendere. Tra video motivazionali, claim d’effetto, colonne sonore energizzanti, ospiti d’onore che lasciano il segno e gran finali a sorpresa, sono il palco delle parole chiave. Per Uvet Travel System sono state “libertà”, “indipendenza”, “libero arbitrio”, ma anche "superare gli ostacoli", tornare “d’appeal”. Per Gattinoni Mondo di Vacanze “coraggio di osare”, “rafforzamento della percezione del brand”, “restyling delle adv”, “app”, “piattaforma b2b”. Per Geo Travel Network sono “futuro”, “squadra”, “strumenti tecnologici alleati”, “Crm”, “dialogo”. Per Blunet è andata in scena la “non convention”, dopo le precendenti “resilienza” e “revolaction” la rete ha voluto stimolare le adv a fare “un viaggio nella mente”, per “sapere che siamo già dove gli altri non sono ancora arrivati e, in realtà, alcuni non vi giungeranno mai”.                           .



Stefania Vicini

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