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Adriatico, potenziale inespresso

24/06/2019 - numero Edizione 1573

Il turismo marittimo risorsa preziosa ancora sottovalutata

“Il maritime tourism è una risorsa preziosa per i paesi che si affacciano sull’Adriatico”. Parola di Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, durante Adriatic Sea Forum: l’appuntamento, alla sua quarta edizione, con cadenza biennale e organizzato da Risposte Turismo, ha fatto tappa per il 2019 ad Ancona, dopo le precedenti edizioni tenutesi a Trieste, Dubrovnik e Budva.
A testimoniare l’importanza dell’area, i dati della nuova edizione dell’Adriatic Sea Tourism Report: oltre 420 milioni di euro la spesa turistica a terra nel 2018 di crocieristi e turisti in viaggio su traghetti, aliscafi e catamarani nell’Adriatico, 5,52 milioni i crocieristi movimentati previsti nel 2019 (+7,3% sul 2018), record storico nell’area. Ma anche prospettive positive per la movimentazione passeggeri via traghetti, aliscafi e catamarani, già in crescita nel 2018 (19,74 milioni di passeggeri movimentati, +2,4% sul 2017) e non da ultimo Italia leader nel turismo nautico (186 marine, oltre 26mila posti barca) davanti alla Croazia. Per quanto riguarda il traffico crocieristico, le previsioni sono il frutto della proiezione effettuata da Risposte Turismo sulle stime di 23 porti crocieristici dell’Adriatico, scali che, complessivamente, nel 2018 hanno rappresentato il 99,7% del totale passeggeri movimentati e il 99,3% delle toccate nave.
L’anno in corso dovrebbe chiudersi con Venezia saldamente al primo posto con 1,56 milioni di crocieristi movimentati (stabile rispetto al 2018) e 502 toccate nave (stabile rispetto al 2018), seguito da Corfù con 787mila crocieristi (+7%) e 416 toccate nave (+0,7%) e Dubrovnik, con 745mila crocieristi (+1,8%) e 475 toccate nave (+8,4%).
Per quanto riguarda i traghetti, gli aliscafi e i catamarani, l’anno in corso dovrebbe chiudersi con un leggero ulteriore aumento rispetto ai positivi risultati registrati nel 2018. “Il 2019 si chiuderà con numeri record nella storia delle crociere nell’Adriatico - ha sottolineato di Cesare -. Si tratta di numeri importanti, ma vanno considerati anche altri aspetti”. Il manager fa riferimento per esempio ai nodi da sciogliere su Venezia. Per quanto riguarda i traghetti, “è difficile fare previsioni” e il settore si presta a una doppia lettura: “Da un lato, infatti, si evidenzia la sua rilevanza nelle direttrici di spostamento dei turisti in Adriatico e le ampie potenzialità di crescita, dall’altro si registra ancora un ritardo rispetto agli standard, ad esempio di offerta e di promozione, che altre soluzioni di trasporto hanno adottato da tempo”.
Un ruolo di primo piano quello del turismo marittimo nell’Adriatico riconosciuto anche dalle istituzioni: “Qualche anno fa si trattava di una scommessa - ha dichiarato Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche -. Oggi è qualcosa di concreto, delle opportunità cioè che l’economia del mare è in grado di offrire”.
Il turismo marittimo è dunque considerato primario, ma spesso appare sottovaluto: “Le potenzialità del turismo marittimo non sono comprese fino in fondo” ha segnalato Rodolfo Giampieri, president Central Adriatic Port Authority and representative Italian Ports Association. Sulla stessa linea Alessandra Priante, head of international affairs and protocol Mipaaft, secondo la quale “le potenzialità del turismo marittimo e costiero non sono valutate come dovrebbero essere”.
L’Adriatico è stato addirittura definito un “hub fantastico” da Tom Boardley, secretary general Clia Europe, che ha aggiunto: “Molto spesso non vi sono accordi bilaterali che diano sostegno al turismo marittimo”.                    



Nicoletta Somma

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