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Multicanalità e adv

16/12/2019 - numero Edizione 1583

La parola ai big player

Un appello rivolto a tutti i player del settore turistico, uniti per realizzare una società di rating che garantisca una comunicazione corretta e senza fraintendimenti. La proposta arriva direttamente da Luca Patanè, presidente del gruppo Uvet, nel corso dell’ultima edizione del Biz Travel Forum. “Noi imprenditori dobbiamo essere capaci di collaborare per tutelare il nostro lavoro - spiega Patanè -. Quello che si legge sui social, se da una parte evidenzia le debolezze consentendoti di correggerle, dall’altra invece può anche svilire il tuo prodotto. Voglio creare uno strumento da condividere, perché in ambito social e digital gli investimenti sono sempre consistenti, ma lavorando insieme possiamo farcela”.
Pur mettendo al centro l’importanza delle adv in ambito distributivo, il tema della multicanalità sta prendendo sempre più piede. Lo scenario negli ultimi anni è profondamente mutato, e a testimoniare questo cambiamento è Leonardo Massa, country manager di Msc Crociere. “Siamo una realtà che, ogni settimana, deve riempire 27mila camere su 72 diversi mercati. In Italia la vendita diretta vale il 10% (negli Stati Uniti si raggiunge quota 35%), ma le adv pesano per l’80% quindi continueremo a concentrarci su esse. In quest’ottica, infatti, abbiamo realizzato un dipartimento ad hoc che si occupi dei social supportando i contenuti che le agenzie vogliono condividere”. Anche Roberto Pagliara, presidente di Nicolaus, è aperto a nuovi strumenti di vendita. “Non dobbiamo avere paura della multicanalità, è vero che gli investimenti in questo ambito possono essere costosi, ma abbiamo l’obbligo di comunicare attraverso tutte le tipologie di canali. Qui entrano in gioco i network che devono fornire alle adv gli strumenti necessari che, altrimenti, i singoli punti vendita non potrebbero permettersi. Tutto questo senza dimenticare la formazione sulla quale bisogna continuare a puntare, gli agenti non possono essere tuttologi ma capaci di vendere anche al di là dei picchi di alta stagione”.
L’attenzione si è poi spostata sui rapporti con le agenzie. “Rappresentano il nostro canale fondamentale e vengono selezionate in base a un criterio imprescindibile, ovvero la capacità di sposare la filosofia della nostra azienda – afferma Gaetano Casertano, ceo di Th Resort -. È un discorso quindi, che non si basa sui volumi, ma sulla qualità e proprio per salvaguardarla continuiamo a investire sulla formazione”. C’è invece un unico driver preso in considerazione da Ezio Birondi amministratore delegato di Settemari. “Se non scegli tu, allora lo farà qualcun altro al posto tuo. Quindi l’unico driver che ci lega alle agenzie è basato sulla meritocrazia, oltre a questa ci deve essere una condivisione del nostro progetto e della nostra visione, temi che vanno al di là dei semplici numeri del fatturato”.
Il canale agenziale si conferma un modello di business che continua a funzionare per Veratour “che, per noi, contribuisce a risultati di crescita costanti  - spiega Stefano Pompili, direttore generale del t.o. -. Per quanto riguarda poi il discorso dei social, la loro rilevanza è assolutamente misurabile: abbiamo una quarantina di strutture e ognuna ha un proprio profilo. Oggi il cliente ha voglia di conoscere e condividere le proprie esperienze”.      .



Sveva Faldella

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